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La Cgil sempre più isolata minaccia: "Pronti a tutto"

Il direttivo del sindacato ha deciso otto ore di sciopero generale contro la riforma. "Non digeriamo la cancellazione dell'art.18"

La Cgil sempre più isolata minaccia: "Pronti a tutto"

Otto ore di sciopero generale contro la riforma del mercato del lavoro. E’ la proposta del segretario confederale Fulvio Fammoni, che ha introdotto il direttivo della Cgil. La data sarà definita sulla base del calendario della discussione della riforma in Parlamento. Nello stesso giorno si terranno manifestazioni territoriali. Un pacchetto di altre otto ore di sciopero è stato proposto per le assemblee. Ieri la Camusso, all'uscita dall'incontro con il governo aveva annunciato: "Faremo tutto quello che serve per   contrastare questa riforma. E non sarà una cosa di breve periodo".   La Cgil, per questo, si è riunita per "decidere come accompagnare questa stagione rispetto alla quale faremo tutte le necessarie   proposte per essere alle testa di un movimento che riporti il lavoro come tema centrale".  "Non digeriamo la cancellazione dell’art. 18 e la mobilitazione è necessaria", ha ribadito oggi Carla Cantone, segretario generale Spi - Cgil, ai microfoni di Agorà su Rai Tre. "E' grave - ha aggiunto - la divisione che si è creata con Cisl  e Uil, mi auguro però che si possa ricominciare a comprenderci soprattutto per i lavoratori".

"Pronti alla battaglia"  - Nel pomeriggio di mercoledì la Cgil ha rincarato la dose. A prendere la parola il segretario della Cgil, Susanna Camusso: "Il governo sembra voler portare in Asia l'immagine di un paese in cui si può licenziare facilmente. Siamo di fronte a un esecutivo che scarica su lavoratori, pensionandi e pensionati -ha aggiunto il  segretario Cgil nel corso di una conferenza stampa- il peso del risanamento e mostra di non aver attenzione alla coesione sociale". Secondo la Camusso "la nuova struttura dell'articolo 18 cambia i rapporti di potere nei luoghi di lavoro. Si riduce in debolezza il lavoratore. Si potrebbe determinare verso i lavoratori più deboli e in difficoltà un uso indiscriminato dei licenziamenti per motivi economici. La scelta sui licenziamenti facili - ha concluso la Camusso - non è una manutenzione dell'articolo 18, ma così si toglie la deterrenza rispetto ai licenziamenti, si fa venir meno lo strumento di deterrenza rappresentato dall'articolo 18".

La Cisl frena - Immediata la replica del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni:  "Fino all’altro ieri mi sembrava   che la Camusso volesse trovare soluzioni con Cisl e Uil, poi non ho   capito che è successo" proprio mentre "aumentavano le sicurezze per i  lavoratori", ha detto a Radio anch’io. "Ciascuno deve prendersi le responsabilità in un   momento così grave". Nella riforma del lavoro, ha affermato, "non c'è solo   l'articolo 18" ma evidentemente "ci sono alcuni che vogliono   utilizzare" la trattativa "per loro vicende politiche e ideologiche".   Per Bonanni chi firmerà l’accordo "passerà alla storia per non aver   distrutto il movimento sindacale e la possibilità di contrattare"

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  • mauricchio

    22 Marzo 2012 - 08:08

    La Camusso proclama lo sciopero generale! Ma, novità delle novità, per 16 ore!! Per dare un segnale forte del dissenso della categoria (i fancazzisti tutti ed i pensionati). E' la risposta giusta (e l'unica di cui sono capaci) al cambiamento necessario del mercato del lavoro. Mi suona come un incentivo ed una esortazione alle aziende a trasferirsi altrove per poter far funzionare serenamente le loro attività, magari assumendo pure altri lavoratori. Brava.

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  • samanaua

    22 Marzo 2012 - 05:05

    non penso che sia l'art.18 a bloccare il paese , penso invece che in questo paese non ci sia una politica di investimento nel lavoro vuoi tu per gli aumenti e questo spinge le piccole industrie e medie a chiudere ed alcune a migrare fuori italia , percio i politici non facciano ricadere le colpe su gli operai che difendono l'art. 18 che è una grande conquista degli anni passati anche ideologica ma ricercare le colpe altrove . è poi vorreri sapere . il perche gli statali sono fuori causa . perchè questo previlegio ...... la costituzzione se la leggete bene c'è un passo che dice (la legge è uguale per tutti )anche quella del lavoro . percio i sindacati fanno bene a difendere tali diritti , è pare che siano solo loro perche a quanto pare le sinistre che sono nate da forti ideologie è uguaglianza non ci sono piu . Non ci resta che aspettare fiduciosi MARIO ( SAMANAUA)

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  • capitanuncino

    21 Marzo 2012 - 23:11

    Se fanno una giornata di sciopero perdono soldi,E con i chiari di luna che ci sono saltano pranzo e cena assieme a moglie e figli.Lasciate che minacci scioperi....A minacciare non costa nulla.A certa gente la lingua va avanti ed il cervello indietro,non so quanti la seguiranno nei fatti..lasciate che parli che tanto Quella crede di essere ancora negli anni 70.Qualcuno le dica che sono passati 40 anni.....

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  • silvano_agg

    21 Marzo 2012 - 18:06

    I capitali non trovano adeguati investiti in un Paese dove è costoso, rigido, insolubile il movimento in uscita dei lavoratori. I capitali non vengono investiti dove è avventuroso, problematico, insicuro e super burocratico aprire un' attività. La C.G.I.L. da decenni predica per i diritti dei lavoratori, dimenticando di parlare dei doveri, nell' interesse, stesso, dei lavoratori, che si trovano sempre più senza lavoro. Non esistono contratti fortemente legati ( nella retribuzione ) alla produzione, in positivo come in negativo. La C.G.I.L. ha sempre visto e continua a voler vedere il datore di lavoro come il Padrone da combattere ... così gli imprenditori se ne vanno dall ' Italia.

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