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Laurenti sconfigge Equitalia: ci tocca pagargli 152mila euro

Il comico era accusato di non aver pagato due milioni di Irap tra il 2000 e il 2004. Gli avevano pure pignorato 5 case

Laurenti sconfigge Equitalia: ci tocca pagargli 152mila euro

Una risata di naso ha seppellito il Fisco. Luca Laurenti non è un evasore, e proprio il Fisco che lo aveva messo nel mirino dovrà risarcirgli la bellezza di 152.115 euro di Irap, con tante scuse per l’errore.

Pare di sentirle più fragorose che mai le risa nasali del maestro romano. Un marchio di fabbrica quasi come la voce che davanti al piano diventa miracolosamente di velluto. Ieri mattina la metà artistica di Paolo Bonolis (sul palco degli show e della pubblicità) ha ricevuto la notizia che aspettava dal 2007, anno in cui - assieme alla moglie Raffaella Ferrari - ha iniziato una battaglia a suon di carte e avvocati contro Equitalia. Il braccio “armato” dell’Agenzia delle Entrate guidata dal terrore degli evasori Attilio Befera, aveva puntato il faro sul multiforme talento romano colpevole - a suo dire - di non aver pagato 2 milioni di euro di imposte Irap sulle sue proprietà milanesi dal 2000 al 2005.

Ieri il Sole 24 Ore ha riportato la sentenza 270 del novembre scorso con la quale la commissione tributaria regionale di Milano, presieduta dal giudice Ersilio Sechi, ha accolto il ricorso di Laurenti, riconoscendo che svolgeva «l’attività di artista di spettacolo senza l’ausilio di alcuna struttura organizzativa» e che per questo non doveva pagare l’imposta per gli anni 2000-2004.

Accolta in pieno la linea difensiva dell’artista già presentata dai suoi legali davanti ai giudici del primo grado, ovvero che l’imposta regionale per le attività produttive prevista per i liberi professionisti non riguarda il mestiere del comico perché non dispone di un’organizzazione professionale simili a quelle degli avvocati o degli architetti. Le società di capitali a cui Laurenti, «che per cantare e recitare si avvale solo delle sue doti artistiche», si era rivolto al fine di «stipulare contratti teatrali e per investire gli ingenti guadagni in operazioni immobiliari e finanziarie» non sono «assimilabili a collaboratori non occasionali».

Così ora l’Agenzia dovrà risarcire Laurenti e - cosa più importante - riconsegnargli le chiavi dei sei appartamenti distribuiti in corso Buenos Aires a Milano pignorati in via preventiva secondo la consueta prassi per cui - a procedimento ancora in corso - lo Stato può sequestrare beni immobili per tutelarsi ed eventualmente metterli all’asta.

di Edoardo Cavadini

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Commenti all'articolo

  • blackindustry

    23 Marzo 2012 - 13:01

    col governo di Monti, a sentire i mass media mondiali, pareva fossimo stati visitati da un messìa, eppure invece che tagliare gli sprechi vari e far pagare le responsabilità a chi di dovere, ha alzato l'iva, ha messo in croce gli imprenditori, ha fatto calare ulteriormente il pil, calerà ancora gli anni a venire il pil come conseguenza delle chiusure di molte imprese oggi, non ha varato una merda di legge che faccia pagare chi sbaglia, sia esso un politico, un magistrato, un civile qualunque. Ma chi vogliono prendere ancora in giro, hanno cambiato tutto senza cambiare niente. Alle prossime elezioni avremo ancora i partiti e i politici (TUTTI) che hanno portato tutti noi a questo punto. Continuiamo a votarli mi raccomando...

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  • sergiomaria

    23 Marzo 2012 - 11:11

    Spero, di cuore che i soldi che verranno ridati a Laurenti, vengano TOLTI DALLE NOSTRE PENSIONI. Grazie EQUITALIA

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  • z.signorini

    23 Marzo 2012 - 10:10

    Se è vero, tutto questo dovrebbe essere pagato da chi a causato questo. Perché dobbiamo pagare noi cittadini per l'imbecillità galoppante di chi lavora nelle istituzioni? E' ora di finirla con questi depravati mentali di dipendenti pubblici, fanno schifo.

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  • maribaldi

    23 Marzo 2012 - 10:10

    Questo non succede solo per il buon Laurenti, al quale vanno i miei complimenti per la battaglia vinta ma anche per molti altri che però devono spendere somme ingenti per difendersi da uno stato disonesto.(spesso chi non ha mezzi economici adeguati invece si deve arrendere e subire) Esiste un bravo giornalista che non ha timore di fare un'inchiesta su quanti dei soldi evasi che la finanza dello stato dice di aver recuperato e che sbandiera in pompose conferenze stampa vengono poi veramente incamerati nelle casse statali?ed inoltre, quanto ci costa questo ingente apparato che opprime chi lavora senza chiedere un posto sicuro allo stato e che a volte evadeuna piccola parte del proprio reddito solo per poter sopravvivere?Forse,alla resa dei conti il risultato sarà molto diverso da quello sbandierato dal Sig.Befera.( A proposito,sarebbe utile sottolineare più spesso quanto guadagna questo signore.)

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