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Il cibo del carcere gli fa male: a casa detenuto per mafia

Incredibile decisione del tribunale di sorveglianza de L'Aquila. Ai domiciliari Michele aiello, condannato a 15 anni e amico di Provenzano

Il cibo del carcere gli fa male: a casa detenuto per mafia

Succede che un detenuto sia affetto da un disturbo incompatibile col regime alimentare del carcere. In un paese normale gli si cambierebbe la dieta e lo si terrebbe dentro, soprattutto se è stato condannato a più di 15 anni di reclusione per mafia. In Italia, invece, lo si manda a casa. L'incredibile storia ha per palcoscenico il carcere di Sulmona e come attore protagonista Michele Aiello, considerato il "regista delle talpe" della procura di Palermo e ritenuto uomo assai vicino al boss Bernardo Provenzano. Ma il palcoscenico se l'è preso il Tribunale di sorveglianza de L'Aquila, che ad Aiello ha concesso la detenzione domiciliare per un anno.

Accade infatti che Aiello sia affetto da favismo, una sindrome (carenza di globuli rossi) incompatibile con alimenti potenzialmente scatenanti una crisi emolitica, come i legumi.  E siccome il menu "passato dal governo" in cella è più o meno fisso, tutto a base di legumi come fave e piselli potenzialmente dannosi, il manager della sanità privata siciliana è stato costretto a rinunciare al cibo, perdendo dieci chili di peso corporeo. Di qui la decisione di spedirlo a casa.

 

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Commenti all'articolo

  • libero14

    24 Marzo 2012 - 01:01

    Siccome è notorio che in carcere somministrano questi due alimenti quotidianamente a colazione + pranzo + cena e poiché è altrettanto notorio che certi ns mAGISTRATI sanno quello che fanno è normale che venga spedito a casa anziché sostituire la fava o il pisello. Se il ridicolo fosse un virus letale, bisognerebbe cominciare ad ampliare i cimiteri.

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  • Il_Presidente

    23 Marzo 2012 - 23:11

    ha male al pancino il mafiosino! Violazione dei diritti umani!

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  • Satanasso

    23 Marzo 2012 - 21:09

    Sfido che le Mafie siano vive e vegete...con l'aiuto degli amici giudici e politici ! Ah,se l'Italia diventasse una colonia del Texas. Quanti mafiosi arrostirebbero sulla sedia elettrica !

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  • 44carlomaria

    23 Marzo 2012 - 20:08

    Siamo sicuri che questi giudici servano alla nostra Italia? Quando fu malscritta la famosa costituzione, in cui nessuno credeva, che aveva il solo scopo di proteggere comunisti e democristiani con mille pesi e contrappesi, i giudici dovevano essere gli arbitri. Allora non potevano professare alcuna fede politica e non potevano essere eletti. Poi, quando si resero conto del potere che gli era stato dato, decisero di usarlo e fecero outing politico. Mi spiego meglio fu come se ad arbitrare Pisa Livorno fosse in arbitro livornese. Ora se anche noi italiani ci accordassimo e li esautorassimo chi potrebbe impedircelo, forse gli avvocati che in Italia sono in numero quasi uguale al resto dell'Euro? Il parlamento dove giudici e avvocati sono la maggioranza? Il presidente della repubblica è Avvocato. Possiamo usare come arbitri dei professionisti noti per l'onestà e il rispetto dell'etica. Nel frattempo istruire dei nuovi giudici che rispecchino solo la giustizia. Asvedommia

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