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Il Papa atterrato in Messico Prima volta con un bastone

Al via il viaggio di sei giorni di Benedetto XVI in America Latina. Attesa visita a Cuba dove incontrerà Fidel Castro: "Lasci il marxismo"

Il Papa atterrato in Messico Prima volta con un bastone

Papa Benedetto XVI è arrivato in Messico, dove ha iniziato un viaggio pastorale di sei giorni che lo porterà anche a Cuba. “Con questa breve visita voglio stringere la mano di tutti i   messicani e includere le nazioni e i popoli dell’America Latina”, ha   detto il Pontefice alla folla che lo attendeva all’aeroporto di Guanajuato di Silao. “Sono qui come pellegrino della fede, della speranza e della carità”, ha aggiunto prima di salire sulla sua popemobile e raggiungere la cittadina di Leon, lungo una strada di 35 chilometri fitta di persone accorse a salutarlo. Tra la folla radunata ad accogliere del pontefice, molti hanno apprezzato il discorso di Benedetto XVI dicendo che può aiutare a curare il Paese, scosso dalla morte di oltre 47mila persone nella guerra tra cartelli della droga che si è inasprita con l'offensiva lanciata da Calderon oltre cinque anni fa.  'Benedetto, fratello, ora sei messicano', gridavano i fedeli.

Il Papa si è aiutato con il bastone per camminare. Da oggi, quella che era un’indiscrezione relativa ad un’abitudine del Pontefice riservata ai momenti privati   nei sacri palazzi, è diventata un fatto pubblico. Il Pontefice si è presentato infatti stamane all’aeroporto di Fiumicino, dove ad attenderlo per salutarlo c'era anche il premier Monti, con il bastone al quale per altro si è appoggiato in modo leggero e senza alcuna difficoltà nel procedere verso l’aereo. D’altro canto qualche aiuto col passare del tempo diventa indispensabile: per i tragitti troppo lunghi nella basilica vaticana durante le cerimonie più importanti, il Papa ha utilizzato una pedana mobile che, dopo i primi clamori, è diventata un’abitudine anche per i fedeli. E poi il prossimo 16 aprile Benedetto XVI compirà 85 anni. E del resto nonostante l’incedere degli anni, Ratzinger continua a  mantenere una fitta agenda di impegni: non solo è partito per un viaggio di una settimana in Messico e a Cuba ma poco dopo, al suo   ritorno, presiederà le più importanti celebrazioni della Pasqua fino  alla via Crucis del Colosseo nella tarda serata del venerdì santo.Allo stesso tempo l’entourage del Papa cerca di alleggerire quella parte delle cerimonie o delle udienze che risultino particolarmente gravose per il Papa.

Dopo il Messico il Pontefice farà tappa a Cuba dove dovrebbe incontrare anche Fidel Castro e l'iiola si prepara. “Il tentativo di chi vuole disturbare questa visita apostolica con manipolazioni politiche è destinato a fallire”, ha   dichiarato il ministro degli esteri, Bruno Rodrigues, citato dal quotidiano ufficiale Gramma, alla presentazione dei nuovi centri per   la stampa, all’Avana e a Santiago predisposti per accogliere tuti i   quasi 800 giornalisti provenienti da 33 paesi diversi al seguito del   Pontefice, occasione per lanciare anche un sito web ufficiale della   visita, “Benedictocuba.cubaminrex.cu”.   “Il governo cubano ha cercato di rendere la visita di Sua Santità un evento memorabile e un completo successo. Abbiamo lavorato  bene e in armonia con il Nunzio Apostolico, la Santa Sede e la Chiesa   cattolica a Cuba”, ha detto inoltre il ministro. “Cuba è un paese dove c'è piena libertà religiosa e in cui   lo Stato ha buone relazioni con la Chiesa cattolica. Dove la   costituzione garantisce piena libertà religiosa per tutti i cubani”,  ha precisato sottolineando che “il governo cubano si trova d’accordo   con le posizioni tradizionali della Santa sede in difesa della pace,   contro la guerra e le minacce di guerra, per la tutela dell’uomo”.

 

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Commenti all'articolo

  • beatles14

    24 Marzo 2012 - 20:08

    Ma a portare rispetto ai cattolici sì. Va di moda parlare male della chiesa..è facile senza rischi ed esentasse. Che pena.

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  • GMTubini

    24 Marzo 2012 - 16:04

    E il tuo, di cervelli, dove alloggia?

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  • capitanuncino

    24 Marzo 2012 - 15:03

    La mano armata della mafia lo sappiamo benissimo tutti dove sia.Quello che non tutti sanno,e che il cervello alloggia al Vaticano.

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  • franziscus

    24 Marzo 2012 - 14:02

    rendano vero l' episodio del cardinale Borromeo e dell Innominato

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