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Tanzi col sondino in Tribunale "Ho sbagliato, mi pento"

Ex patron Parmalat all'Appello per il crac con sonda per l'alimentazione artificiale. "Peso delle sofferenza causate"

Tanzi col sondino in Tribunale  "Ho sbagliato, mi pento"

Calisto Tanzi è presente nell’aula della corte d’appello di Bologna dove, da questa mattina, lunedì 26 marzo, è in corso il processo di secondo grado per il crac della Parmalat.   L'ex patron del gruppo di Collecchio è arrivato in ambulanza e ha un sondino gastrico per l’alimentazione artificiale. Su richiesta dei suoi legali a Tanzi sono state tolte le manette ai polsi. Non è la prima volta che l’ex re del latte arriva a Bologna per prendere parte ad un’udienza. 

Le scuse L'ex patron di Collecchio ha preso la parola, ha detto di essere pienamente consapevole degli errori commessi per il crac della Parmalat. Ha dichiarato che porterà "sempre il peso indelebile per le sofferenze causate a quanti, per colpa mia, hanno subito danni. Mi pento dello stato di   esaltazione che all’epoca non mi ha consentito di percepire che, celando le rali condizioni del gruppo, non sarei uscito dal tunnel di   debiti e dalla spirale di reati che, per tale motivo, andavo   compiendo". E ha concluso:  "Confido che la Corte saprà tenere conto" di questo, anche   "in considerazione delle mie gravi condizioni di salute". Da mesi   ormai i suoi legali, infatti, fanno istanza di scarcerazione per il   loro assistito che più volte è stato trasferito dal carcere   all’ospedale Maggiore di Parma.

 

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Commenti all'articolo

  • gio44

    28 Marzo 2012 - 10:10

    il sondino sara una scusa per uscire dal carcere.ci pensa alle persone che ha truffato

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  • roda41

    28 Marzo 2012 - 09:09

    gabbando ancora la gente??????

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  • cecco61

    27 Marzo 2012 - 10:10

    Tanzi col sondino fa pena? Sì, a mio avviso fa pena e provo per lui pietà, quella pietas cristiana che ci dice di essere clementi anche con i nostri nemici. Mi auguro che la detenzione avvenga nelle migliori condizioni possibili ma non certo che lo stato di salute possa evitargli la pena che merita. Anche il suo pentimento riguarda solo lui e a nulla importa alle migliaia di risparmiatori truffati. Non dimentichiamo poi che coi soldi rubati figli e parenti continuano e continueranno a fare la bella vita, senza eccessive preoccupazioni per IMU e quant'altro, guardando sempre dall'alto in basso il popolino il cui sangue hanno contribuito a versare per permettersi uno stile di vita sopra le righe.

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  • voghera51

    26 Marzo 2012 - 19:07

    troppo comodo pentirsi. lo faccia davanti a un prete. non alle migliaia di cittadini onesti truffati

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