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Tanzi col sondino fa pena? Votate il nostro sondaggio

Si pente in tribunale per "le sofferenze causate a quanti per causa mia hanno subito danni". Ma nel 2006 aveva "la coscienza a posto"

Tanzi col sondino fa pena? Votate il nostro sondaggio

Mentre migliaia di piccoli risparmiatori erano già finiti ul lastrico, vedendo svaniti nel nulla i risparmi di una vita, lui diceva in tribunale di avere "molti errori da rimproverarmi" ma di avere "la coscienza serena". Parliamo del 2006, appena sei anni fa. Calisto Tanzi era ancora l'uomo che aveva abbagliato mezza Italia con il suo sguardo penetrante e il ciuffo di capelli bianchi. Ecco perchè la sua versione odierna, quella che si è vista ieri con le guance scavate lo sguardo spento e il sondino nel naso per alimentarsi, non può suscitare compassione. Ieri, in tribunale, il Tanzi gravemente malato ha riconosciuto lo "stato di esaltazione" che l'ha portato a commettere illeciti e detto con un filo di voce che porterà "sempre il peso indelebile per le sofferenze causate a quanti, per colpa mia, hanno subito danni". Un pentimento davvero tardivo. Una "conversione" che ricorda quella di chi, ateo per una vita, scopre la fede quando viene colpito da un male incurabile.

 

 

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  • capro espiatorio

    31 Marzo 2012 - 00:12

    ...che sia l'unico a pagare per tutti, visto che in questa vicenda sono diverse le parti coinvolte. Almeno gli diano gli arresti domiciliari! Li hanno dati a Schettino!

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  • bersa56

    28 Marzo 2012 - 00:12

    Sono d'accordo con tutte le altre persone che hanno fatto i commenti e sulle colpe non vi sono dubbi. Ma visto le condizioni di salute potevano concedergli gli arresti domiciliari.

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  • bersa56

    28 Marzo 2012 - 00:12

    Sono d'accordo con tutte le altre persone che hanno fatto i commenti e sulle colpe non vi sono dubbi. Ma visto le condizioni di salute potevano concedergli gli arresti domiciliari.

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  • agosman

    27 Marzo 2012 - 22:10

    Tanzi oggi si dice pentito, ma ieri imboscava quadri d’autore di ingente valore per sottrarli ai creditori. E ancora non è chiaro dove siano andati a finire un mare di soldi, per lo meno sono in tanti che nutrono molti dubbi su questo aspetto anche se i suoi legali hanno sempre detto che “non c’è nessun tesoretto nascosto”. Comunque, io un’idea ce l’avrei su come fare per fare chiarezza, ma purtroppo il nostro grado di civiltà morale, sociale e giuridica non la permette. Ergo, se caso mai avesse raccontato frottole, un domani lui ed i suoi complici ed i rispettivi eredi si dividerebbero e si godrebbero il maltolto. Alla faccia delle migliaia di persone rovinate dopo una vita di lavoro e di sacrifici. Ecco quello che mi fa impazzire. Che tutto possa passare in cavalleria senza nemmeno il tentativo di venire a capo della questione centrale. A mio parere in casi del genere andrebbe consentito l’uso di strumenti coercitivi di natura chimica, fisica e psicologica, al fine di recuperare ogni possibile sostanza patrimoniale sottratta, per il sacrosanto risarcimento dei creditori. Troppo comodo fermarsi alle dichiarazioni del fallito e all’esito degli accertamenti della guardia di finanza dato che i modi per occultare soldi e valori, in Italia o all’estero, sono sterminati. Ma tantè. Siamo in Italia dove ladri e malfattori vengono troppo spesso osannati, compatiti e perfino perdonati, mentre coloro che ne sono vittime, che li denunciano e li combattono sono abbandonati e lasciati soli, spesso anche trascinati in tribunale e a volte, paradossalmente a parti invertite, costretti a risarcire coloro che li hanno rovinati. Un paese così non può avere un futuro e mi domando per quanto tempo ancora potremo andare avanti.

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