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Dell'Utri e le cinque punte: vince all'asta i volantini Br

Il senatore del Pdl offre 17mila euro e si porta a casa i ciclostilati dell Brigate rosse: c'è pure quello dell'omicidio Moro

Dell'Utri e le cinque punte: vince all'asta i volantini Br

Ha chiamato la Bolaffi e ha offerto 17 mila euro per quei 17 volantini delle Brigate Rosse che nei giorni scorsi avevano sollevato numerose polemiche (la base d’asta per i 17 volantini era di 1.500 euro). E così, da oggi, giovedì 29 marzo, i ciclostilati con le stelle a cinque punte delle Br, che ancora oggi sono un colpo allo stomaco per molti italiani, saranno esposti in bella mostra in casa sua. Lui è Marcello Dell'Utri. Sì, proprio il senatore del Pdl, fondatore insieme a Silvio Berlusconi di Forza Italia, che è anche presidente della biblioteca di via Senato a Milano. I volantini sono stati stampati tra il 1974 e il 1978, e tra questi c'è anche il famoso 'numero 6' che comunicava la condanna a morte di Aldo Moro.

"Lotta armata per il comunismo" - I volantini sono un pezzo di storia contemporanea, un pezzo di storia che ancora gronda sangue: uno dei più vecchi è quello del 27 marzo 1974 in cui il gruppo terroristico annunciava di aver incendiato l'auto del vicedirettore della Singer e che termina con le frasi: "Lotta armata per il comunismo. Niente resterà impunito". In realtà i primi documenti ciclostilati firmati dalle Brigate Rosse compaiono a Milano, nel quartiere Lorenteggio, nella primavera del 1970.

Le polemiche - Durante la battuta d’asta, all’esterno c'è stato un sit-in di protesta. A presiederlo alcuni rappresentanti del   sindacato Coisp e Giovanni Berardi, presidente europeo vittime del   terrorismo, nonchè figlio del maresciallo Rosario Berardi, ucciso   dalle Br.  "Oggi Moro è stato assassinato di nuovo. Non hanno rispetto per la memoria di questo Paese". Così Giovanni Berardi, presidente dell’Associazione europea vittime di terrorismo, commenta l’acquisto, da parte di Marcello Dell’Utri, per la sua biblioteca di via Senato a Milano, dei 17 volantini stampati dalle Brigate Rosse al prezzo di 17mila euro. "E' triste questo mercanteggiare di reliquie - prosegue - che dovrebbero appartenere alla nazione per il loro valore storico. Speriamo che Dell’Utri metta questi volantini all’interesse pubblico". L’associazione aveva raccolto 4.000 euro per l'acquisto dei volantini. Tuttavia il lotto era già stato prenotato su Internet a una quota di 5.000 euro. Il prezzo iniziale dei documenti era di 1.500 euro.

Bolaffi cede le provvigioni - Saranno devolute alle iniziative benefiche della rubrica 'Lo specchio dei tempì del quotidiano La Stampa le provvigioni incassate oggi dalla Bolaffi in seguito alla vendita all’asta dei 17 volantini Br. La decisione è arrivata in seguito alle polemiche seguite alla notizia delle vendita dei documenti.

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Commenti all'articolo

  • violacea

    30 Marzo 2012 - 23:11

    quanti pirlotti in giro! non mi risulta che dell'utri abbia sbagliato a comprarli! semmai ha sbagliato chi li ha messi in vendita ! pirlotti siate seri!! almeno lui li usera' x un museo e non x ammazzare qualcuno!! komunisti le brigate rosse erano rosse e non bianche o verdi???? pirlotti!!!

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  • pi.bo42

    29 Marzo 2012 - 23:11

    Li metterà a fianco dei "pizzini" di Provenzano, quelli non ha avuto bisogno di comprarli, li ha ricev.... avuti gratuitamente.

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  • imahfu

    29 Marzo 2012 - 13:01

    cerca di cancellare la sua firma...

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  • pino&pino

    29 Marzo 2012 - 13:01

    In fondo è roba sua

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