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Ecco la pillola "5 giorni dopo" Ma non è un contraccettivo

Farmaco anti gravidanza in vendita in Italia dal 2 aprile. Serve la ricetta medica. E' tre volte più efficace delle vecchie preparazioni

Ecco la pillola "5 giorni dopo" Ma non è un contraccettivo

Sbarca anche in Italia dopo due anni la nuova frontiera della contraccezione, la 'pillola dei cinque giorni dopo', efficace, a differenza della classica pillola del giorno dopo, entro i primi cinque giorni dal rapporto. Il farmaco, a base di Ulipristal acetato, sarà disponibile nelle farmacie dal 2 aprile. Utilizzata entro le prime 24 ore dal rapporto la nuova pillola è tre volte più efficace delle vecchie preparazioni a base di Levonorgestrel, e due volte di più nelle prime 72 ore. Inoltre, la nuova pillola può essere assunta dalle donne fino a cinque giorni dopo il rapporto non adeguatamente protetto e quindi a rischio di gravidanza non desiderata.

Serve il test di gravidanza - Come fare per assumerla? Anzitutto, va detto che l'Aifa ha subordinato l’autorizzazione della pillola all’obbligatorietà di un test di gravidanza negativo: bisogna accertarsi, insomma, che la donna non sia già incinta, perchè il farmaco potrebbe avere effetti abortivi. Il farmaco richiede una ricetta medica non ripetibile. Prima della prescrizione il medico è tenuto a verificare l’assenza di una gravidanza preesistente attraverso l’esito negativo di un test a base di beta Hcg. Test che la donna può effettuare anche con un semplice stick sulle urine reperibile nelle farmacie.

Violenza sessuale - La pillola dei cinque giorni dopo ad oggi è autorizzata in ben 39 Paesi (27 Ue, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Serbia, Croazia, Bosnia, Djibouti, Gabon, Israele, Singapore, Sud Corea e Stati Uniti), e già commercializzato in 28 Stati. La nuova pillola va assunta il prima possibile e non oltre le 120 ore dal rapporto non protetto o anche dopo l’uso di un altro metodo contraccettivo non adeguatamente utilizzato (ad esempio quando la donna ha dimenticato di assumere 2-3 o più pillole anticoncezionali, c'è stato un distacco del cerotto, la rottura di un preservativo) e nei casi in cui si sia registrata una violenza sessuale. Non può quindi, e non deve mai, sostituire un metodo contraccettivo di routine.

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Commenti all'articolo

  • Il_Presidente

    02 Aprile 2012 - 20:08

    ma vai a quel paese, progressista dei miei stivali. Voi chiamate bigotto chiunque sia per un minimo di ordine,morale e dignità nella società. Che, infatti, senza regole sta diventando una discarica ideologica di cui tu sei il tipico degno, balordo rappresentante.

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  • GMTubini

    02 Aprile 2012 - 16:04

    Nessun bigotto obbliga chicchessia a rimanere incinta. Il bigotto casomai ha qualcosa da dire se i figli finiscono tra i rifiuti speciali.

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  • Aristogatto99

    02 Aprile 2012 - 12:12

    Ben venga questa nuova pillora. E' un diritto scegliere non non restare incinte. E' un diritto decidere del proprio corpo. Quindi alla larga bigotti! LE vostre idee applicatele su voi stessi ma non potete imporle agli altri! L'inquisizione è finita!

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  • blackindustry

    01 Aprile 2012 - 20:08

    ad esempio dopo violenze sessuali o per qualunque altro motivo per il quale la gravidanza sarebbe un problema di vita. Poi, come ogni cosa, bisogna vedere l'uso che se ne fa.

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