Cerca

La crisi ha ucciso ancora: suicidi a Roma e Milano

Un imprenditore di 53 anni si spara al petto per l'azienda in difficoltà. Un 51enne senza lavoro s'impicca. Ieri era toccato a una pensionata

La crisi ha ucciso ancora: suicidi a Roma e Milano

Si allunga la lista di suicidi per colpa della crisi economica. Dopo l'anziana suicidatasi ieri a Gela per il taglio alla pensione di 800 euro, oggi si sono tolti la vita due uomini. A Roma un imprenditore di 59 anni, la cui ditta specializzata in costruzioni in alluminio era in fallimento e gli operai a casa in cassa integrazione, si è sparato al petto con un fucile. L'uomo avrebbe lasciato una lettera in cui si scusa con i familiari per il tragico gesto. L'altro caso arriva da Milano, dove un 53ennne, Giuseppe Polignino, si è suicidato dopo aver perso il lavoro e a seguito della separazione dalla moglie. L'uomo, in condizioni finanziarie precarie, ha così deciso di farla finita. Ha preso una corda e si è impiccato ad una trave della cantina ad uso comune nel condominio in viale Ungheria 11, dove l'uomo viveva con i genitori in seguito alla separazione. A fare la macabra scoperta è stata l'anziana madre che in mattinata aveva denunciato alle autorità la scomparsa del figlio.


Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Pasmim

    25 Gennaio 2015 - 11:11

    LA COLPA E' LA NOSTRA! Siamo noi che continuiamo a votare questa gente! Tutti noi parliamo e quando siamo li a votare non abbiamo il coraggio di votare una cosa diversa, qualsiasi essa sia ma diversa! Forse perchè dobbiamo dire grazie anche noi al politico di turno per averci fatto trovare un lavoro o per una licenza o per la casa!!! E siamo collusi pure noi, faffanculo e colpevoli! VERGOGNIAMOCI!

    Report

    Rispondi

  • Il_Presidente

    05 Aprile 2012 - 21:09

    intanto gli immigrati clandestini tornano a sbarcare ed invaderci, gridando arrogantemente le loro pretese ed esigendo il permesso di soggiorno con la loro tipica prepotenza. E fiumi di stato sociale vengono sottratti agli italiani bisognosi per essere rediretti a eserciti di pezzenti africani, cinesi, pakistani, zingaraglia comunitaria o meno. Cominciamo a tassare maggiormente gli immigrati regolari e a respingere a pedate gli irregolari. Chi non ci sta rimanga a casa propria, è tempo di vacche magre e il welfare serve tutto agli italiani, mica possiamo adottare tutti i disperati e straccioni del pianeta. Diciamo NO all'immigrazione.

    Report

    Rispondi

  • capitanuncino

    05 Aprile 2012 - 16:04

    ALLE ARMI.

    Report

    Rispondi

  • rosanna.n

    05 Aprile 2012 - 10:10

    la crisi non è il problema è solo la conseguenza del problema che sia chiama stato sanguisuga quindi cambierei il titolo...lo stato uccide ancora

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog