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Difendersi è un diritto, guai scambiare vittima e aggressore

L'ultimo caso della rapina di Fermo ripropone i rischi di una legge lassista, per cui spesso viene messo in croce chi subisce un crimine

Difendersi è un diritto, guai scambiare vittima e aggressore

Non ci si fa giustizia da sé, è vero, ma che c’entra con l’autodifesa, che dovrebbe essere un diritto, perché leggi, magistrati  e giornali nel nostro Paese si sentono autorizzati a condannare chi si è difeso da un’illegalità, esattamente come sono pronti a dimenticare chi, come i due marò prigionieri in India, ci ha difesi dall’illegalità? La  giustizia accerta la colpevolezza di un imputato, raccoglie prove e testimonianze, agisce con calma, non è in pericolo fisico, é in superioritá  numerica. La vittima di un’aggressione o di una rapina non si fa giustizia, si difende, è in inferiorità numerica quasi sempre, è minacciato, picchiato da qualcuno che sta commettendo un crimine e deve farlo desistere, ed è nel panico, non solo perché aggredito a sorpresa, ma perché sa che spesso, grazie a quel colabrodo che sono le nostre frontiere, grazie a leggi lassiste, grazie al sentimento imperante di pietà per il colpevole invece che per la vittima, l’aggressore non sente il peso schiacciante della legge, non sente incombere la certezza della pena. La giustizia è prerogativa dello Stato, la legittima difesa é un diritto inalienabile dei cittadini, anche se può costare la vita di un criminale. Chi viola il patto sociale, il sigillo della convivenza civile, l’obbligo a non aggredire, a non rubare, è l’unico responsabile degli eventi  e delle conseguenze che seguiranno.

Sembrano enunciazioni banali, mero buon senso, in Italia non è così, e siamo pieni di cronache che ci mostrano commercianti, gioiellieri, tabaccai, benzinai, gente che fatica e stralavora, sottoposti a processi e spesso a condanne per aver osato reagire, magari alla trentesima rapina. Come non indignarsi per il benzinaio di Bari condannato a dieci anni per aver ucciso (al 34esimo colpo subito) il rapinatore? Come dimenticare Remigio Radolli, Cinisello Balsamo, un omone se non sbaglio di origine fiumana, che nelle immagini era gonfio e pesto in viso, la camicia inzuppata di sangue per le botte ricevute dai rapinatori, insomma una storia abituale, e aveva sparato, e fu indagato per eccesso di legittima difesa. Che cavolo sarà mai l’eccesso di difesa?  Certo che se uno esce dal negozio dopo un tentativo di rapina, insegue il rapinatore, gli spara e lo ammazza tra i passanti, fa  quel che non si deve fare. Ma se lo hanno pestato, umiliato, minacciato, se magari gli hanno violentato la figlia, se gli hanno portato via per l’ennesima volta la merce con cui campa, contano più la condanna o le attenuanti?

Se invece uno entra nel tuo negozio o a casa tua, ti minaccia con un’arma, ti lega e minaccia un tuo parente, come avviene quotidianamente, allora l’aggredito ha diritto di difendersi, se  ha un’arma usandola, mentre lo Stato non ha il diritto di limitare il suo diritto di portare le armi legalmente se è a rischio, e non deve permettersi di dare lezioni di legalità o di etica. Invece lo fanno regolarmente, Stato e giornali, personaggi politicamente corretti della nostra società malata, pronti a far sentire un pericoloso pistolero psicolabile chi si è difeso, come se non fosse sufficiente il dolore doppio di essere stati aggrediti brutalmente e di aver dovuto reagire e rispondere.

Con questo insopportabile atteggiamento politically correct, con il cattocomunismo  di cui siamo afflitti, la pietà non c’entra niente, basta vedere quanta gente mandiamo in carcere preventivo a marcire senza ragione, basta vedere quanto pronti siano gli italiani a piazzale Loreto ogni volta che l’occasione si riproponga. No, il garantismo e la pietà non c’entrano, è lotta di classe, è strascico del ’68. Mentre il garantismo della cauzione, del ragionevole dubbio, delle carriere di difesa e accusa separate, del giudice terzo, dell’assoluzione una volta per tutte, dell’interrogatorio solo se è presente un avvocato, ecco quello esiste ed è forte proprio negli Stati Uniti dei quali irridiamo le pistole facili e la sopravvissuta a stento iniezione letale in qualche Stato.

No, la pietà e il garantismo non c’entrano, è l’ideologia, la falsa coscienza che menano la danza. Il commerciante è di destra, ricco  ed evasore, il giovane rapinatore è di sinistra, quasi un eroe della devianza sociale, specialmente se è extracomunitario, se è rom; il primo ha già legalmente rubato ed è colpevole di possedere qualcosa, l’altro deve rubare perché spinto dal bisogno e dall'ingiustizia sociale. Niente è peggio del moralismo ammantato di ideologia, eppure domina. Perlomeno domina tra coloro che contano, chi fa opinione, chi amministra la giustizia, perché invece fra la gente comune il senso di stanchezza, la paura, l’incertezza, aumentano. È che quella gente mastica amaro e tace, teme di essere etichettata come baluba, teme lo sventolio fasullo delle bandiere arcobaleno della pace, Borbotta e si presenta da razzista, invece di ragionare e argomentare. Dev’essere per questo che la solidarietà  ai rapinati finisce presto, quella ai rapinatori dura e si afferma. Dev’essere per questo che non siamo a centinaia di migliaia in piazza per i nostri due marò prigionieri in India, prigionieri anche del nostro governo. Fino a quando?
di Giovanna Maria Maglie

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Commenti all'articolo

  • violacea

    05 Aprile 2012 - 21:09

    visto che la giustizia in italia punisce chi subisce e premia chi delinque, non rimane altro che farsi giustizia da soli!!! almeno saremo tutti sullo stesso piatto!!!!la legge e' uguale x tutti o no????

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  • ivonno

    05 Aprile 2012 - 18:06

    Peccato che ne abbia stesa solo una ....bravo comunque. se dei giudici lo condannano...mettete nome e indirizzo.

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  • ciannosecco

    05 Aprile 2012 - 17:05

    Ad un magistrato che sbatte in galera un'innocente,che medaglia gli dai?

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  • wilegio

    wilegio

    05 Aprile 2012 - 16:04

    Aggiungerei che se invece di andare a rapinare una gioielleria fossero andati al cinema, o a fare una gita al mare, non ci sarebbe stato alcun problema.

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