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Il Pd perde i voti

Se li prende Fini

Il Pd perde i voti
Il Pd? Un partito modello scolapasta. Che, dai buchi, non fa acqua ma perde elettori. È l’analisi del professor Renato Mannheimer sul Corriere di domenica. Un voto su tre del Partito democratico, scrive l’esperto di flussi elettorali, è perso. Soltanto il 66 per cento di coloro che hanno barrato Pd alle ultime elezioni politiche sarebbe disposto a rifarlo oggi. La notizia è la direzione presa dai voti in uscita dalla pancia del partito. Alcuni, come logico che sia, vanno verso l’Italia dei valori di Antonio Di Pietro. Ma altri, udite udite, potrebbero finire travasati nel Popolo della Libertà. E questo grazie «all’attrazione esercitata da Fini su una quota crescente di ex elettori del Pd». Le posizioni del presidente della Camera sui temi etici, il testamento biologico, la famiglia, l’integrazione degli immigrati. Ma anche la chiusura definitiva con il passato e la revisione del giudizio storico sul Duce. Tutte cose che magari fanno indispettire l’elettore di destra, inteso secondo le tradizionali categorie. Ma che, sorpresa, potrebbero cambiare colore a una fascia di elettorato che, in passato, ha scelto la sinistra. E che adesso è disponibile a guardare da quest’altro lato, incuriosito dagli “strappi” finiani.

Salvatore Dama su Libero di martedì

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Commenti all'articolo

  • giornali

    14 Aprile 2009 - 13:01

    Che ex voti del pd vadano all'attuale pdl, grazie al suo conttenuto a base di melissa e buonismo mutuato, va da sé, dalla sinistra e ben rappresentato, ahimè, da Fini, lo trovo alquanto inquietante, per quanto politicamente conveniente.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    14 Aprile 2009 - 09:09

    Mi trovavo sui monti dell'Umbria,ricercato dai nazisti,ero un ex specialista dell'avizione militare che non aveva aderito alla Repubblica di Salè,quando udimmo alla Radio,ero con altri compagni,la costituzione della Repubblica di Salò dalla stessa voce di Mussolini ed elencava i 15 punti sociali cardini della sua costituzione. Era un programma prettamente socialita ma,era ormai tardi. Questo ricordo della memoria mi porta a dire che,a differenza che tanti politici da strapazzo dicono,Mussolini era è rimase un socialista ma,non gli fù mai possibile attuare quel programma perchè era stato fagocitato dalla borghesia monarchia e clericale di qeul tempo. Fini,da buon politico,riconosce gli errori del Duce ed a gradi vuol marciare su un terreno che,se portato avanti con intelligenza e lungimiranza porterà gli italiani alla matrice socialista del loro essere. riflettete

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