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Schettino: per la Cassazione deve restare ai domiciliari

L'ex comandante della Concordia rimarrà agli arresti in casa. E lui confida: "Ho fiducia nella giustizia"

Schettino: per la Cassazione deve restare ai domiciliari

L’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino resta agli arresti domiciliari. Lo ha deciso la IV Sezione Penale della Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato sia il ricorso della procura di Grosseto, che sollecitava il ritorno in carcere di Schettino, sia quello della difesa, secondo la quale non sussistono esigenze cautelari nei confronti del comandante della Concordia, affondata a largo dell’Isola del Giglio il 13 gennaio scorso. La Cassazione ha quindi confermato l’ordinanza con cui il tribunale del Riesame di Firenze, il 6 febbraio scorso, disse si ai domiciliari per Schettino, indagato per naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e abbandono di persona minore o incapace. Il comandante, dunque, continuerà a scontare la misura cautelare nella sua casa di Meta di Sorrento. Entro un mese la Cassazione depositerà le motivazioni.

Comandante fiducioso - “Ho fiducia nella giustizia”, ha detto Schettino, prima del verdetto della Cassazione. Uno stato d’animo che l'ex comandante ha confidato al suo legale Bruno Leporatti. "Schettino è un uomo provato, profondamente toccato anche nella sua professionalità. Lui è ben consapevole di ciò che è accaduto e quindi è da escludere che torni su una nave", ha spiegato il legale. Da parte sua, l’avvocato Leporatti ha sottolineato la "grande dignità" con la quale i familiari delle vittime del naufragio hanno affrontato tutta la vicenda. "C'è stata una grande comprensione da parte di tutti i familiari delle vittime. Proprio l’altro giorno ho parlato con un parente di una vittima. Nelle sue parole non c'era alcuna animosità nei confronti di Schettino”.


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Commenti all'articolo

  • gelcat

    11 Aprile 2012 - 09:09

    E' esattamente quella che merita lui e quella che dovrebbero fare tutti i raccomandati che arrivano senza sacrifici ai posti di comando. Chi ha questo tipo di carriera spianata dal giorno dopo il diploma, non ha il senso del valore della propria professione, perche' non ha dovuto dimostrare di sapersela meritare, ritenendola un diritto acquisito dovuto ai calci nel sedere che lo hanno messo nelle varie compagnie di navigazione; di conseguenza, imparate quelle quattro stronzate che dopo anni imparerebbe qualsiasi mulo, l'unica preoccupazione rimane fare lo spocchioso ed il pagliaccio in divisa con qualche catorcio da villaggio turistico, appoggiato ed incoraggiato dai magazzinieri d'albergo mancati che sono i dirigenti delle compagnie di crociere, a loro volta pure loro messi li' per conoscenze di amici. Il mondo marittimo e' un'altra mafia, solo che nessuno ne parla mai perche', a differenza della politica che e' un argomento da bar, questo e' riservato solo agli addeti ai lavori.

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  • sorpasso

    11 Aprile 2012 - 08:08

    Vorrei che decidessero i parenti delle vittime, specialmente quella madre che ha perso la figlia e non aggiungo altro.

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  • 19gig50

    10 Aprile 2012 - 23:11

    Quest'infame dovrebbe marcire in galera, al giudizio della giustizia dei detenuti, a piangere sulle vite stroncate specie quella della bambina ed invece spera e parla di farla franca... e sembra che l'italica giustizia gli dia ragione. Ma un Ministro con le palle non ce lo abbiamo? uno che manda gli ispettori a poi fa un culo così a quei giudici buonisti, incapaci che emettono sentenze ridicole. Riformare la giustizia è una priorità!!

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