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La madre è a San Patrignano E' giusto toglierle il figlio?

Lei è in comunità e il giudice ha deciso di separarla dal piccolo. I servizi sociali: "Trauma irreversibile". Il sondaggio

La madre è a San Patrignano  E' giusto toglierle il figlio?

Una madre con una storia difficile. E un figlio che rischia di rimanere solo. Una vicenda complicata, di quelle in cui la burocrazia decide di vite altrui. Il bambino ha solo tre anni, suo padre è tornato in Marocco dopo anni di droga, alcol e carcere. Non l'ha mai conosciuto. Sua sorellina è morta quando aveva pochi mesi. Le è rimasta solo la mamma, una giovane toscana con problemi di tossicodipendenza. Lei vive a San Patrignano, comunità dove si sta disintossicando.

Uniti poi separati - I servizi sociali, racconta il Corriere della Sera, hanno riunito madre e figlio, trovando una sistemazione comune nella comunità. "Lei è legatissima al figlio, nonostante una capacità genitoriale condizionata da una grande fragilità emotiva", raccontano gli operatori. Ora tutto questo è a rischio. Il Tribunale dei minori di Firenze, lo stesso che qualche mese fa li ha riuniti, ha cambiato impostazione, intimando che il bambino venga riportato in una casa protetta, in vista di un percorso destinato a sfociare nell'adozione.

Scelta inspiegabile - A San Patrignano nessuno vuole crederci e si preparano a lottare: "È una scelta inspiegabile", scrivono dalla comunità di recupero, "Il piccolo sta vivendo con serenità il rapporto affettivo con la madre. Un repentino distacco rappresenterebbe un ulteriore trauma: ci opporremo con tutti i mezzi consentiti dalla legge". La prima azione di resistenza è andata in scena ieri quando alle porte della comunità si sono presentati i servizi sociali per prelevare il piccolo. "Oggi è malato, non può essere prelevato, ripassate un'altra volta", hanno risposto gli operatori di San Patrignano. Ma è questione di tempo, sanno che la decisione che ha valore è quella del giudice. E lui ha deciso di separare ancora una volta madre e figlio.

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Commenti all'articolo

  • roda41

    19 Aprile 2012 - 11:11

    se hai la disgrazia di incappare in questa gente mediocre,che si crede investita di sacri poteri,che non so quale grande preparazione possa avere per capire,ma crede di essere detentrice di un sapere immenso,E' LA FINE!!!!.

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  • giampietroc

    18 Aprile 2012 - 20:08

    Massima solidarietà alla comunità! I giudici , gli assistenti, non sono esseri umani: Le bestie hanno più cuore! Abbiamo vissuto,come genitori affidatari, questa esperienza. Abbiamo accolto una bimba di sei mesi . All'età di tre anni il tribunale dei minori decide di darla in adozione. In quindici giorni tutto è concluso......Il pacco precedentemente "collocato" è stato restituito. Nessuna sensibilità da parte del tribunale :" siete venuti con la TV"? "i bambini dimenticano facilmente" ..." se non si adatta abbiamo tempo un anno per trovarle un'altra famiglia" ..le assistenti sociali. Purtroppo : dura lex sed lex.

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  • libero

    18 Aprile 2012 - 14:02

    oggi 18 aprile anno Domini,le anime eccelse di Cesare Beccaria e Pietro Verri,nella piena coscienza delle proprie facolta' mentali,sono pervenuti ad un deplorevole atto di suicidio spirituale,probabilmente latente gia' da tempo per lo stato la continua degenerazione della cosiddetta patria del diritto.

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