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Le fake news una barzelletta, quando mai in politica si dice la verità?

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Le fake news una barzelletta, quando mai in politica si dice la verità?

Non fosse che da qualche giorno stampa e tv mainstream continuano a rilanciare la polemica, sinceramente non ci sarebbe molto da dire sulla nuova polemica fra Matteo Renzi e il resto del mondo a proposito della presunta fabbrica delle fake news che avrebbe al suo comando Matteo Salvini e Beppe Grillo. Intendiamoci, di notizie false è pieno il mondo, e sono piene pure le pagine di giornaloni e gli archivi di tg e talk show televisivi ed è sempre stato così. E di vere e proprie balle sono piene le cronache politiche di oggi come del passato: quando mai partiti e uomini politici hanno detto la verità?Questa volta la polemica si fonda su un turbinio di bugie, e la prima è quella che attribuisce la scoperta di questa spectre leghista-grillina al New York Times. Mezzo Pd da giorni dà forza alla sua polemica contro la fabbrica delle fake news proprio con l’autorevolezza della “inchiesta” che avrebbe fatto la testata americana. Questa stessa è la prima fake news: come facilmente si può leggere scorrendo l’articolo del Nyt  https://www.nytimes.com/2017/11/24/world/europe/italy-election-fake-news.html la testata americana non fa alcuna inchiesta, ma un articolo di cronaca. Dove si racconta che Renzi si lamenta delle fake news e che un suo collaboratore, Andrea Stroppa, ha compilato un dossier sui legami fra pagine simpatizzanti del M5s e pagine simpatizzanti della Lega che ingigansticono e spesso inventano notizie politiche scandalistiche.

Il New York Times non fa alcuna inchiesta, ma un articolo di cronaca dove secondo i crismi di questo mestiere si sentono le versioni degli uni e degli altri. Lo fa con una certa prudenza, anche perché il quotidiano  Usa pur avendo una storia autorevole, ha preso più di una cantonata sulla stessa materia avendo nel mirino Donald Trump per una questione ideologica e non per un interesse squisitamente giornalistico. Non può scagliare la prima pietra, perché non è esattamente senza peccato. Lo scandalo delle fake news è dunque molto circolare: l’accusa viene da Renzi e torna allo stesso Renzi via Usa: il nulla.

La stampa italiana che si era bevuta una balla grossa come una casa mesi fa sulla spectre internet del M5s capeggiato da un account di comodo dal nome Beatrice di Maio, non ha avuto oggi la prudenza che ci sarebbe immaginati dopo la figuraccia dell’epoca: sotto quel nome si celava infatti Titti Brunetta, come la moglie del capogruppo di Forza Italia- rea confessa- mi svelò in una intervista pubblicata su Libero. Le notizie false quindi non avevano alcuna spectre, ma erano state pubblicate dalla grande stampa che si guardò bene dal chiedere scusa per il clamoroso incidente in cui era incappata.

Esistono notizie false e farlocche a parte quelle pubblicate dai media seri? Ma certo che esistono! E i social ogni giorno ne sono piene. Circolano per chiamare click e fare un po’ di business (non gran business, il web paga poco o nulla), e talvolta sono fatte circolare nella battaglia politica vicendevole. Possono essere totalmente false, o anche esagerazioni e strumentalizzazioni di piccole notizie che qualche fondamento di verità hanno. Fra i campioni di questo stravolgimento della realtà c’è proprio chi oggi se ne lamenta scandalizzato: il Pd di questi anni è stato la principale fabbrica delle panzane circolate in rete. Ma anche gli altri partiti ne hanno fatto buon uso.

Perché insistono a fare circolare mezze o piene balle? Semplice: perché prendono per deficienti tutti voi che leggete. E’ la loro certezza: basta ascoltare una qualsiasi apparizione di un politico in tv e la raffica di panzane che gli esce di bocca per capire come quasi tutti siano convinti di avere davanti dei mezzi dementi pronti a bersi la qualsiasi. E invece è l’esatto contrario: ormai è la gran parte degli elettori ad essere convinta di avere davanti agli occhi un esercito di bamba. E infatti non prendono nemmeno più in considerazione l’ipotesi di andare alle urne per scegliere questo o quello. Indispettiti i politici li accusano di essere dei disertori stupidi, perché anche con il 10% dei votanti qualcuno verrà eletto. Non fa più paura nemmeno questo: tanto una volta eletti non hanno il potere di fare nulla, perché ormai è stato ceduto definitivamente ad altri, fuori da questi confini…

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