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Libri: "Il lavoro perduto e ritrovato"

Intellettuali e manager si interrogano
sul lavoro nella società in crisi

La raccolta di saggi apre un dibattito sull'occupazione che va oltre le sole questioni salariali e contrattuali per promuovere una nuova era del lavoro dove l’uomo non si più perduto ma ritrovato

Intellettuali e manager si interrogano
sul lavoro nella società in crisi

Parlare di lavoro significa parlare di uno degli argomenti più scottanti dell’agenda politico/sociale del nostro paese come del resto d’Europa. Gli ultimi dati Ocse ci mostrano un’Europa sempre più in affanno, ed un’Italia che anche dopo la cura “Monti” e i vari interventi del ministro Fornero continua ad avere un segno negativo. Cosa fare allora per porre rimedio? 

A questa domanda, che in molti continuano a porsi, arriva in soccorso un libro che è frutto di un percorso tra intellettuali e manager che nell’ultimo anno e mezzo si è raccolto intorno al filosofo italiano Gianni Vattimo e ad un giovane studioso dei processi organizzativi Pasquale Davide de Palma. "Il lavoro perduto e ritrovato" edito da Mimesis è una complessa raccolta di saggi che partendo dalla sociologia (Ehrenberg e Casiccia), si snoda attraverso saggi di diritto del lavoro (Del Punta, Veneto e Zippoli), di filosofia (col giovane Diego Fusaro), si percorre i sistemi di gestione d’impresa con un interessante scritto del prof. Dioguardi e il management della complessità (Cravera, Debenedetti e Rebora) ed infine si entra nella psicologia del lavoro (Manuti, Agnesa e lo stesso de Palma, Valerii e Spaltro) il tutto fa compiere al lettore un percorso d’interpretazione del Lavoro e la sensazione è quella che gli scritti fra loro si parlino e aiutino il lettore in questo, infatti il libro chiama idealmente ad introdurre il tutto il filosofo tedesco Günther Anders che tempo addietro scrisse “Cambiare il mondo non basta. Lo facciamo comunque. E in larga misura questo cambiamento avviene persino senza la nostra collaborazione. Nostro compito è anche d’interpretarlo. E ciò, precisamente, per cambiare il cambiamento”.

"Il lavoro perduto e ritrovato" indica come strada maestra per uscire dalla crisi, il ripensare il linguaggio i modi di vivere, crede che sia importante valorizzare l’uomo che lavora e chiede alle aziende di investire nella complessità aziendale questo significa porre l’uomo che lavora al centro del sistema impresa. Il lavoro perduto e ritrovato punta sul benessere aziendale, anzi utilizzando un concetto espresso ampiamente nell’ultimo saggio dal prof. Enzo Spaltro, il padre della psicologia del lavoro, bisogna puntare sul bellessere aziendale. Vattimo, de Palma e Iannantuono con "Il lavoro perduto e ritrovato" tentano di riaprire un dibattito sul lavoro che va oltre le sole questioni salariale e contrattuali nella speranza di iniziare a costruire una nuova era del lavoro dove l’uomo non si più perduto ma ritrovato all’interno del contesto lavorativo. Riusciranno nel loro tentativo?

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