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Altro che quote rosa

Solo il 16% dei consigli di amministrazione
hanno come membro una donna

Marina e Barbara Belusconi

Pari opportunità? Quote rosa? Sono solo parole. La verità è che in Italia ancora oggi sul posto di lavoro non ha la stessa considerazione, lo stesso trattamento riservato ai colleghi uomini. Anche ai livelli apicali. Lo dimostra l’analisi elaborata per il terzo anno consecutivo, da Ria Grant Thornton, società leader nella revisione e organizzazione contabile su database AIDA-Bureau Van Dijk, su oltre 9.057 aziende italiane con fatturato compreso tra 30 e 500 milioni di Euro. Quello che viene fuori dallo studio è desolante: solo il 16% dei membri che siedono in un Consiglio di amministrazione è donna. Unica, seppur piccola consolazione, è che il dato risulta in crescita di 2 punti percentuali rispetto al 14% rilevato nel 2013.
Se però si cerca una donna tra i capi dei capi la percentuale però precipita: le donne che presiedono i cda in qualità di presidenti rappresentano il 7% (in flessione di un punto percentuale rispetto al 2013) ed il 10% ricoprono la carica di amministratore delegato, dato che, dopo una crescita dell’1% nel 2013 si riporta sui livelli del 2012.

L'analisi pubblicata su Affari Italiani evidenzia una netta differenzazione territoriale: in pratica le donne membri di CdA sono concentrate per il 38% in Lombardia, il 12% in Emilia Romagna ed il 10% in Veneto, mentre Molise e Calabria, con lo 0,1% ciascuna, rappresentano il fanalino di coda.

Fari nella luce della parità di genere sono le sorelle Berlusconi: Barbara, amministratore delegato del Milan, e Marina presidente di Mondadori e Fininvest. Ma anche Antonella Mansi, presidente della Fondazione Mps; Luisa Todini, consigliera Rai; Emma Marcegaglia, presidente dell'università Luiss Guido Carli; Anna Maria Tarantola, presidente della Rai.

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Commenti all'articolo

  • JamesCook

    09 Marzo 2014 - 10:10

    Per la Tontolona , amministratore delegato del Milan, dire donna menager di successo, è un atto di servilismo irritante!

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