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La riforma

Jobs Act, contratti di solidarietà per assumere

Poletti

Giorno dopo giorno entra nel vivo l'esame del Jobs Act, si delinea insomma un nuovo mercato del lavoro. L'obiettivo è una maggiore flessibilità e non solo per i contratti di assunzione, ossia in entrata, ma anche per l'organizzazione interna delle aziende. In quest'ottica la Commissione Lavoro del Senato ha approvato un emendamento del governo che permette di far leva sulla riduzione dell'orario di lavoro sia per difendere i posti di lavoro in casi di ristrutturazioni aziendali, ma anche per accrescere i livelli occupazionali. La spinta, insomma, è quella tesa a favorire i contratti di solidarietà in chiave "espansiva": una riduzione dell'orario e del salario pur di ottenere nuovi posti di lavoro. Inoltre, dal modello "solidaristico", è stato mutuata anche una norma francese, che introduce le ferie solidali (cedibili ad altri colleghi in particolari circostanze).

Dimissioni in bianco - Tra le novità, ecco anche l'introduzione del contratto di ricollocazione: l'obiettivo è quello di renderlo strutturale per garantire l'effettivo reinserimento nel mercato a chi ha perso l'occupazione. In Commissione è stata approvata anche una norma contro le dimissioni in bianco alle quali spesso sono costrette le lavoratrici: sono stati introdotti criteri per garantire la data "certa e autentica" della scelta di dimettersi. Ora la discussione si sposterà sulle norme relative all'introduzione del contratto a tutele crescenti: è su questo punto che si dovrà sciogliere il nodo dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, il punto di maggior frizione nella maggioranza, dove il confronto tra il Pd di Matteo Renzi e il Ncd di Angelino Alfano resta serratissimo.

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Commenti all'articolo

  • Gios78

    12 Settembre 2014 - 13:01

    Queste teste di cazzo capiscono di economia e lavoro come io di canottaggio. Devono tagliare col motosega il COSTO DEL LAVORO! Come cacchio fai, parlo per esperienza diretta, a dare 1000 euro al dipendente e quasi altrettanti allo Sato a titolo di contributi?! A cui devi poi sommare tutte le altre tasse che questo stato ladro e infame ti estorce ogni giorno! Tanto son parole al vento...

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    • milibe

      12 Settembre 2014 - 14:02

      a parte tagliare il costo del lavoro, ma se il lavoro NON C'E', come faccio io imprenditore ad assumere? trovare la soluzione al problema!

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  • tizi04

    12 Settembre 2014 - 11:11

    riecco una delle solite ricette comuniste che non faranno altro che peggiorare le situazione di molti italiani.Specialmente se lavorano nel privato.Si perche` nel pubblico non esiste la possibilita di applicarla li si assume e basta.Tanto paga lo stato!Ma una azienda perche` deve assumere personale? se uno lo paga 100, 2 anche se li paga 80 o 70 e` sempre un aumento di spesa.Perche`dovrebbe farlo?

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  • arwen

    12 Settembre 2014 - 10:10

    Ma riusciranno mai a trovare un'idea nuova? Corrono sempre dietro alle stesse formule. Sono 30 anni che fanno le stesse cose e l'Italia va a fondo. Rivoluzionari di sto ............

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