Cerca

Impietosa fotografia

L'Istat sbugiarda Renzi: il Jobs Act non crea posti di lavoro. Disoccupazione record per i giovani

L'Istat sbugiarda Renzi: il Jobs Act non crea posti di lavoro. Disoccupazione record per i giovani

"Il Jobs Act crea posti di lavoro", diceva Matteo Renzi autocompiacendosi della sua riforma. Fandonie, risponde oggi l'Istat snocciolando i dati preliminari dell'occupazione. Dopo il forte calo registrato a dicembre, seguito da un’ulteriore diminuzione a gennaio, a febbraio infatti il tasso di disoccupazione sale di 0,1 punti percentuali, tornando al 12,7%, lo stesso livello di dicembre e di 0,2 punti più elevato rispetto a febbraio 2014. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è cresciuto del 2,1% (+67 mila), rileva l’Istat. Su base mensile i disoccupati aumentano dello 0,7% (+23 mila).

Giovani - Numeri che crescono preoccupantemente per quanto riguarda i giovani. Gli occupati 15-24enni diminuiscono del 3,8% rispetto al mese precedente (-34 mila). Il tasso di occupazione giovanile, cala di 0,6 punti percentuali, portandosi al 14,6%. Il numero di giovani disoccupati, aumenta dell’1,7% su base mensile (+11 mila). L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,8% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza cresce nell’ultimo mese di 0,2 punti percentuali. Il numero di giovani inattivi è in aumento dello 0,5% nel confronto mensile (+20 mila). Il tasso di inattività dei giovani tra 15 e 24 anni cresce di 0,4 punti percentuali, arrivando al 74,6%. In termini tendenziali, rispetto a febbraio 2014, si osserva la diminuzione del numero di giovani occupati (-4,4% pari a -40 mila), il calo anche del numero di disoccupati (-4,0% pari a -27 mila) a fronte di una crescita del numero di inattivi (+0,8 pari a +35 mila). Anche con riferimento alla media degli ultimi tre mesi, si osserva il calo dell’occupazione e della disoccupazione giovanile e la crescita dell’inattività.

Occupati - Sul fronte occupazione, dopo la crescita del mese di dicembre e la sostanziale stabilità di gennaio, a febbraio 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,2% (-44 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,7%, cala nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a febbraio 2014, l’occupazione è cresciuta dello 0,4% (+93 mila) e il tasso di occupazione di 0,2 punti.

Inattivi - Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra un lieve incremento nell’ultimo mese (+0,1%), rimanendo su valori prossimi a quelli dei due mesi precedenti. Il tasso di inattività si mantiene stabile al 36,0%, contro il 36,4% di febbraio 2014. Su base annua gli inattivi diminuiscono dell’1,4% (-204 mila).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ryckard56

    12 Aprile 2015 - 09:09

    è sempre il solito vizio cretino della sinistra credere di creare posti di lavoro per decreto.non hanno mai capito un cazzo e mai lo capiranno.questa sinistra ha ormai portato l'italia al tracollo.

    Report

    Rispondi

  • kinowa

    01 Aprile 2015 - 12:12

    Sbugiardato? Ma chi ci aveva mai creduto.

    Report

    Rispondi

  • arwen

    01 Aprile 2015 - 11:11

    Allora, facciamo chiarezza, il Jobs act (chiedo ancora xchè un termine anglosassone) è entrato in vigore a marzo e nn ha generato, nè genererà occupazione. La domanda interna è ancora al palo, niente domanda uguale nessuna assunzione. Il JA è è solo la legalizzazione del contratto precario triennale, al termine del quale, puoi essere licenziato. L'occupazione nn si fa x legge! E nn basta 1 legge!

    Report

    Rispondi

  • ryckard56

    01 Aprile 2015 - 09:09

    se scende la produzione industriale,non possono aumentare i posti di lavoro.ed il cosiddetto job act non serve a nulla perchè nessuna azienda si sogna di assumere a tempo indeterminato,ma solo con contratti a termine,non essendoci più la sicurezza di lavoro continuativo.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog