Cerca

I calcoli

Pensioni e flessibilità, le simulazioni: quanto si perde lasciando il lavoro a 62 anni

Pensioni e flessibilità, le simulazioni: quanto si perde lasciando il lavoro a 62 anni

Flessibilità delle pensioni, via al balletto che durerà fino a ottobre o novembre. E' Cesare Damiano, senatore Pd membro della Commissione che sta discutendo le varie ipotesi di riforma, ad illustrare quello che potrà accadere: "Sono depositate 12 proposte di legge dei vari partiti che riguardano: l'anticipo della pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e una penalizzazione dell'8%; il pensionamento con 41 anni di contributi; la quota 100; l'estensione dell'opzione donna (in pensione con 57 anni di età, 35 di contributi e con il ricalcolo dell'assegno pensionistico con il sistema contributivo); alcuni miglioramenti normativi per le lavoratrici. Si tratta di cinque gruppi di problemi che verranno portati a conoscenza del governo. Come sempre, si tratterà di arrivare a una proposta di sintesi: per noi la proposta da privilegiare è quella dell'uscita a partire dai 62 anni".

Le simulazioni - L'obiettivo è chiaro: far spazio ai giovani concedendo di andare in pensione prima degli attuali 66 anni e 7 mesi di età, sia pure con un "malus". Secondo i conti della Ragioneria dello Stato, lasciare il lavoro a 62 anni costerebbe alle Casse pubbliche circa 45 miliardi, non poco (la riforma Fornero portava risparmi per 80 miliardi). Sarebbe questa comunque la strada più percorribile. E' il Messaggero a proporre una simulazione su quanto un lavoratore potrebbe perdere in base a vari scaglioni. Chi lascia il lavoro a 66 anni e 7 mesi percepirebbe un assegno pieno, poi via via a perdere per ogni anno di contributi mancanti. Andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi comporterebbe una perdita mensile di 120,57 euro per una pensione tre volte il minimo (1.500 euro al mese). Il "malus" cresce parimenti all'aumentare dell'assegno. Con una pensione quattro volte il minimo (2.000 euro) e 36 anni di contributi, per esempio, si perderebbero 154,73 euro. Con una pensione cinque volte il minimo (2.500 euro) e 37 anni di contributi ci sarebbero 183,37 euro in meno mentre i più penalizzati sarebbero i "fortunati" con pensioni sei volte il minimo (3.000 euro) e 35 anni di contributi, che si ritroverebbero con 241,14 euro in meno.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • aifide

    22 Maggio 2015 - 14:02

    Prendiamo la pensione ora ai papponi! Fuori i soldi alle condizioni che ho stipulato quando sono stato assunto: 80% dell'ultima retribuzione se con 35 anni di contributi; ultimo stipendio se con 40 anni di contributi. Ladri e papponi state all'erta: tra poco giungerà la vostra ora....................

    Report

    Rispondi

  • wr250r

    22 Maggio 2015 - 12:12

    Io 53 anni e 38 di lavoro posso andare?

    Report

    Rispondi

  • mauriziobenito

    22 Maggio 2015 - 11:11

    IO FRA DUE ANNI NE COMPIO 60 E AVRO' 40 ANNI DI LAVORO, QUANTO PRENDERO' DI PENSIONE?

    Report

    Rispondi

  • dino.michela

    22 Maggio 2015 - 09:09

    Ai giovani guardate questo sg che è tra i responsabili della fine del lavoro per voi preparate le valige

    Report

    Rispondi

blog