Cerca

Autunno caldo

Lavoro, il piano del governo: soglie per scioperare e rappresentanza sindacale, contratto aziendale

Lavoro, il piano del governo: soglie per scioperare e rappresentanza sindacale, contratto aziendale

Nuove regole su scioperi, rappresentanza sindacale e contratti nazionali. È l'ambizioso e rischioso piano del governo per l'autunno. La stretta sui sindacati arriva sì in un momento di rara debolezza per sigle come Cgil e Cisl, che registrano un drammatico calo di iscrizioni, ma è comunque un tabù per la sinistra, anche quella interna al Pd, e per gli elettori di riferimento di Matteo Renzi. Che però tira dritto, forte di una convergenza tra le due anime del partito, rappresentate da Cesare Damiano e Pietro Ichino



Sciopero - La stretta, come riferisce Repubblica, è notevole. Si comincia, come detto, dagli scioperi. Damiano ha proposto una "soglia di approvazione tra il 30 e il 40% dei lavoratori coinvolti". Di fatto, dunque, se i dipendenti pubblici di un dato settore (poniamo, i trasporti) decidessero di scioperare, dovrebbero ricorrere a un referendum interno e se non si supererà la soglia stabilita lo sciopero non si potrà fare. La misura non sarebbe però applicabile ai lavoratori di aziende private senza ruolo nei servizi pubblici. 

Rappresentanza sindacale - Capitolo rappresentanza sindacale. Accantonata per il momento l'idea di un sindacato unico, anche solo "delegato" a trattare con il governo da tutti gli altri, si procederà anche qui sulla "soglia". Si siederanno al tavolo della trattativa solo quelle sigle che rappresentino più del 5% della forza lavoro o dei delegati. Inoltre, per essere valido, un contratto dovrebbe essere firmato almeno dal 50% più uno dei lavoratori o dei delegati sindacali. 

Contratto aziendale - Qui entra poi in gioco la terza tappa della riforma, forse la più difficile. Superare il contratto nazionale di categoria per approdare, come in Germania, al contratto aziendale. Difficile, perché per molta parte della sinistra significherebbe tornare alle odiatissime gabbie salariali. Il rischio, concreto, è che con un contratto aziendale si possa assistere a salari bassi nelle aree più problematiche, specialmente al Sud, e salari più alti nella aree ricche. "Oggi - contrattacca Ichino - si tratta di liberare la contrattazione aziendale dalla gabbia del contratto nazionale. Avere una busta paga da 800 euro a Reggio Calabria significa vivere abbastanza bene mentre con quei soldi a Milano si fa la fame".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • arwen

    20 Agosto 2015 - 20:08

    Ah, ah, ah, ah.....Adesso Matteo vuole anche scegliersi gli avversari....E le pecorelle rosse plaudono...Ipocriti!

    Report

    Rispondi

  • pegaso1048

    20 Agosto 2015 - 15:03

    Solo un Democristiano sbruffoncello poteva fregare i Comunistoidi col portafoglio pieno!! Ci ridurranno sul lastrico, loro no ovviamente gli ipocriti si salvano sempre, ma la cosa mi diverte perchè non riescono piu' a spolpare come una volta ,questi chiaccheroni nullafacenti!!

    Report

    Rispondi

  • carlozani

    20 Agosto 2015 - 10:10

    Il ducetto toscano vuole imporre limiti agli scioperi e decidere lui quando farli.Renzi ha avuto appoggi ,per la sua campagna elettorale,da industriali e poteri finanziari e lui,che non si fa corrompere,ogni giorno sottobanco li favorisce a nostre spese.Altro che soviet supremo.

    Report

    Rispondi

  • inamagianf

    20 Agosto 2015 - 09:09

    I sindacati politici sono una anomalia, un vero sindacato deve essere apolitico, il legame con partiti politici è solo di parte e governato dal partito solo per fini politici non per fare il bene dei lavoratori, non potrebbe essere diversamente

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog