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Infortuni sul tragitto casa-lavoro. La guida per ottenere il rimbroso

 Le Sezioni Unite della Cassazione hanno deciso: l'Inail risarcirà le vittime di infortuni nel tragitto casa-lavoro

Il tragitto di ritorno a casa dal lavoro (o viceversa) spesso riserba brutte sorprese. Moltissimi lavoratori infatti vengono coinvolti in terribili incidenti proprio in questi momenti. Per questo motivo una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione ha stabilito che è possibile richiedere il risarcimento all'Inail per gli infortuni. I lavoratori che potranno usufruirne saranno solo le vittime di un 'infortunio avvenuto in itinere' (così definito dai tecnici del lavoro) ovvero durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro, uno o più che siano, o da quello di consumazione abituale dei pasti in caso di assenza di un servizio di mensa aziendale.

Come ottenerlo - La Suprema Corte ha chiarito che solamente i sinistri che dipendono da vicende collegabili in via diretta con il lavoro. Per esempio, se il lavoratore viene aggredito da qualcuno per motivi personali, la copertura assicurativa non lo coprirà perché l'episodio è esente da qualsiasi collegamenti tra infortunio e lavoro. Lo stesso vale anche in caso di stalkeraggio. I presupposti per ottenere il rimborso sono dunque: la causa violenta e l'occasione di lavoro. L'incidente deve quindi essere connesso con l'attività di servizio o durante l'esercizio di un'attività di lavoro. 

Casi particolari - Fuori dalla copertura assicurativa ci sono le deviazioni o i differenti tragitti poiché non vengono considerati come il 'normale percorso', il più breve e diretto. Fanno eccezione però i casi in cui l'alterazione dell'itinerario dipenda da una particolare condizione di viabilità (traffico e cantieri stradali), o se siano l'attuazione di un ordine impartito dal datore di lavoro, oppure quando si verificano necessità dovute a cause di forza maggiore (esigenze essenziali improrogabili e l'adempimento di obblighi penalmente rilevanti nell'utilizzo del mezzo di trasporto privato). Sono ovviamente esclusi gli infortuni direttamente causati: dall'abuso di alcolici e psicofarmaci; dall'uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni; dalla mancanza della prescritta abilitazione di guida e dalla violazione del codice della strada da parte del conducente

I precedenti - La Corte ha respinto il ricorso di una donna accoltellata dal convivente lungo il tragitto casa-lavoro al momento dell'inizio del servizio. La vicenda infatti è stata giudicata del tutto scollegata dall'adempimento dell'obbligazione lavorativa. Affinché ci siano gli estremi necessari ad avviare la pratica risarcitoria, la connessione non deve essere basata esclusivamente su una semplice coincidenza di tempo e luogo. In passato però la Cassazione ha anche ritenuto come infortunio in itinere, la rapina subita dal lavoratore nel percorso casa-lavoro. All'uomo era stata sottratta la moto utilizzata per il collegamento con il lavoro poiché bene patrimoniale, "quale strumento necessario attraverso il quale si realizzava l’iter protetto".

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