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Informatici, categoria sta soffrendo serve cultura competenza

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Informatici, categoria sta soffrendo serve cultura competenza

Roma, 12 gen. (Labitalia) - "La categoria professionale degli informatici sta soffrendo molto in Italia, siamo agli ultimi posti nelle classifiche relative agli indicatori necessari per lo sviluppo del sistema Paese. Il problema è che non esiste una cultura della competenza pervasiva, a tutti i livelli, soprattutto dei decisori". Lo dice a Labitalia Andrea Violetti, presidente dell'Associazione informatici professionisti e vicepresidente Confassociazioni, con delega all'Agenda digitale. (video)

"E' importante -assicura- la qualificazione, step essenziale, oggi, per competere non solo sul territorio nazionale ma anche su quello internazionale. La formazione continua rappresenta il presupposto essenziale per favorire, in un periodo di innovazione e di evoluzione come il nostro, la normale congiunzione tra il sistema datoriale e quello lavorativo". "E' evidente che -fa notare- le competenze digitali sono vastissime e, oltre alla competenza stessa, occorre una visione digital che vada nella direzione della risoluzione dei problemi del cittadino". "Se pensiamo -spiega- ai tanti servizi che la pubblica amministrazione potrebbe dare sfruttando quella che è la tecnologia digitale, risolveremmo alcuni problemi sia di budget che di costi e servizi ai cittadini".

"Tuttavia -ammette Violetti- ci rendiamo conto che queste sono parole che dicono tutti. Noi in più sosteniamo di sfruttare il patrimonio di competenze e soprattutto di sfruttare un cluster importante che è quello di Confassociazioni che queste competenze le ha raggruppate in una visione sistemica della professione". "Rappresentiamo oltre 350mila professionisti in tutta Italia -sottolinea- che è la modernità del nostro Paese. Siamo consapevoli che non possiamo più permetterci di rinunciare al vantaggio competitivo dell’innovazione. E’ per questo che non dobbiamo perdere l’opportunità di dare a professionisti e imprese uno strumento di crescita straordinario per il futuro dell’Italia”.

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