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Crisi nera

Lavoro, allarme Cisl: "Cig, 178mila a rischio"

Uno studio del sindacato: da inizio 2013 in 148mila sono rimasti a casa. E su 600mila cassintegrati, quasi uno su tre potrebbe non tornare al proprio posto

Lavoro, allarme Cisl: "Cig, 178mila a rischio"

Nei primi quattro mesi dell'anno si contano 148mila lavoratori in meno. E su 600mila lavoratori equivalenti attualmente in cassa integrazione, sono 178mila quelli "a rischio,", che potrebbero non tornare al lavoro nei prossimi mesi. E' quanto emerge da un'elaborazione dell'Osservatorio Cisl su Cig, tratta da dati Inps. "Siamo nel momento più drammatico della crisi - sostiene la Cisl -. Non si devono rimettere in discussione le regole sul lavoro, ma occorrono politiche per la crescita". Più nel dettaglio la Cisl "chiede innanzitutto l’immediato rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga e dei contratti di solidarietà per coprire l’intero 2013, esprimendo forte preoccupazione per il rinvio della decisione. Per il resto, chiediamo che il ministro del lavoro incontri le parti sociali: per la Cisl non è il momento di rivedere le regole del lavoro, appena riformate lo scorso anno, ma di politiche per la crescita. Le modifiche alla legge Fornero, di cui apprendiamo dai giornali, devono essere affidate al confronto tra le parti e devono consistere in meri ritocchi per facilitare le assunzioni. In particolare, non va rimesso in discussione il riordino degli ammortizzatori sociali avviato da quella legge, bensì immaginato un sostegno pubblico nella fase di start up dei fondi bilaterali di solidarietà che dovrebbero dare coperture ai settori oggi scoperti per permettere in prospettiva di superare gli ammortizzatori in deroga. Quel che occorre ora sono il rafforzamento dell’apprendistato e incentivi alle trasformazioni a tempo indeterminato". "La staffetta generazionale che il governo sembra voler introdurre - aggiunge la Cisl - corrisponde ad una nostra precisa proposta, e deve consistere in incentivi collegati ad un accordo aziendale, per indirizzare l’utilizzo del part-time verso situazioni di volontarietà ed accompagnarlo con nuove assunzioni".

 

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Commenti all'articolo

  • carla11

    12 Maggio 2013 - 14:02

    mi tirerò dietro le ire di tutti, ma i cassintegrati - visto che sono pagati dallo Stato - non potrebbero essere adibiti ai famosi "lavori socialmente utili"? Sinceramente a me un po' stride tutta questa gente che sta a casa con l'80% dello stipendio a non fare niente (o, a voler pensar male, a lavorare in nero)

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  • acstar

    12 Maggio 2013 - 09:09

    ma........quanto guadagnano di "stipendio" all'anno i tre capetti dei tre sindacati ? E quali benefit ricevono.....? Ma non lo sapremo mai ?

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  • acstar

    12 Maggio 2013 - 09:09

    Bene, bene sindacalisti del cavolo : bel risultato.....bene davvero ! Bravi, avete voluto dare poco a tutti e molto per voi ! Bravi ed ecco come siamo ridotti ! Vi siete arricchiti troppo coglioni comunisti del....c...o !

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  • silvano45

    11 Maggio 2013 - 22:10

    è anni che sanno dire solo no che difendono anche e sopratutto i dipendenti lazzaroni e i ladri sono loro che al grido di occupiamo, facciamo pagare ai padroni, frasi da rivoluzione russa, girano per l'italia. Nei loro centri finanziati con proventi della stato e senza pagare le tasse senza bilanci pubblici difendono in particolare gli extracomunitari ,ormai lavoratori italiani iscritti sono pochi la maggior parte sono pensionati che guarda caso per legge gli si rinnova automaticamente la tessera e a questi signori che bisogna dire grazie ora andate a chiedere il lavoro alla camusso a epifani a landini

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