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Fondi di solidarietà pagati dalle imprese

Nel piano di 14 pagine del Welfare novità anche per occupati anziani e imprese senza cassa integrazione

Fondi di solidarietà pagati dalle imprese

Il documento di 14 pagine, che il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha inviato a sindacati e imprenditori contiene numerose novità. Oltre a quella già citata dei fondi per i prepensionamenti, la tutela più succosa è quella che riguarda i nuovi fondi di solidarietà. Saranno infatti previste dei fondi per tutti i settori e tutte le imprese sopra i 15 dipendenti non coperte dalla cassa integrazione. Questi fondi saranno creati previo accordi tra sindacati e imprese che stabiliranno l'aliquota di contribuzione a carico dell'azienda.

Gli ammortizzatori - I nuovi ammortizzatori sociali saranno sorretti da tre pilastri: una assicurazione sociale per l'impiego (Aspi) per tutti; tutele in costanza di rapporti di lavoro e "strumenti di gestione degli esuberi". La novità più importante è l'Aspi che sostituirà l'indennità di disoccupazione in tutte le sue forme. Questa potrà arrivare per tutti fino al massimo di 1.119,23 euro lordi al mese e per un periodo non superiore a 12 mesi, allungabile a 18 nel caso di disoccupati con età superiore ai 55. L'importo sarebbe pari al 70% per le retribuzioni fino a 1.250 euro e al 30% per la parte eccedente. Scomparirà quindi l'indennità di mobilità gradualmente entro il 2015 per fare spazio alla suddetta Aspi.

Contributo di licenziamento - Un'altra novità contenuta nel piano del Welfare è il "contributo di licenziamento". Dovrà essere versato all'Inps "all'atto di licenziamento" e sarà pari a mezza mensalità di indennità. Si applica a rapporti a tempo indeterminato e apprendisti. Questo nuovo "contributo" sostituirà quelli versati dalle aziende per la disoccupazione e la mobilità.

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