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Imprese, ammortizzatori e contratti Ecco come cambierà il lavoro

I giudici non possono reintegrare in caso di illegittimità del licenziamento per motivi economici, le modifiche valgono anche per chi è già assunto

Imprese, ammortizzatori e contratti  Ecco come cambierà il lavoro

Molta confusione, qualche certezza. La riforma interviene con decisione su tutte le forme di contratto atipico, spostando a forza il mondo del lavoro verso apprendistato e contratti a tempo indeterminato. Quanto ai licenziamenti illegittimi il costo per le imprese sarà salato, ma il reintegro obbligatorio resterà solo per quelli discriminatori. Non è chiaro quando le nuove norme entreranno in vigore. Per gli ammortizzatori sociali  si toglie da una parte e si mette dall’altra. Dal 2017 resterà in piedi solo la cig, ma estesa a tutti i settori, e l’Aspi, il nuovo assegno di mobilità/disoccupazione.

Articolo 18
Cosa accade oggi a chi viene licenziato senza giusta causa?
Il magistrato che valuta il licenziamento illegittimo per ragioni discriminatorie, disciplinari o economiche ordina alle aziende sopra i 15 dipendenti il reintegro del lavoratore, a meno che questo non opti per l’indennizzo.
Cosa prevede la riforma?
Il reintegro obbligatorio resterà solo per i licenziamenti discriminatori. Per quelli disciplinari sarà il giudice a decidere tra reintegro ed indennizzo, per quelli economici sarà previsto solo il risarcimento compreso tra 15 e 27 mensilità.
Le nuove norme si applicheranno a tutti i lavoratori?
Per ora è certo che il nuovo articolo 18 si applicherà non solo ai neoassunti, ma a tutti i dipendenti. Non è chiaro cosa accadrà agli statali. La Fornero ha detto che sono esclusi, ma il ministero della Funzione pubblica potrebbe studiare norme ad hoc per estendere anche alla Pa il nuovo art. 18.
E per le Pmi?
Le piccole e medie imprese non dovrebbero essere toccate dalla riforma. Resterà in vigore la legge 108 del 1990 che disciplina i licenziamenti per questa tipologia di impiego.
Ammortizzatori
Quali sono oggi le diverse forme di sostegno al reddito per chi perde il lavoro?

La legge attuale prevede la Cassa integrazione ordinaria, che spetta ad aziende industriali ed edili che sospendono o rallentano l’attività produttiva. La Cassa integrazione straordinaria, che scatta in caso di ristrutturazioni aziendali o chiusura dell’attività. La Cassa integrazione in deroga, che riguarda le aziende con meno di 15 dipendenti, i lavoratori atipici e le imprese che hanno esaurito il periodo di Cigs. L’indennità di mobilità, che spetta a lavoratori con più di 50 anni che perdono il posto in seguito a ristrutturazioni o chiusure aziendali. L’indennità di disoccupazione, che scatta per i singoli dipendenti.
Cosa cambierà con la riforma?
La nuova legge introduce l’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi), che si applicherà a tutti i lavoratori a tempo indeterminato e determinato del privato e determinato del pubblico che abbiano almeno 2 anni di anzianità e 52 settimane di lavoro. Prenderà il posto dell’indennità di mobilità, della disoccupazione, della Cig in deroga e delle una tantum per i cocopro. Dura dai 12 ai 18 mesi.
Cosa succederà alla vecchia cassa integrazione?
Quella ordinaria resterà così com’è e verrà estesa a tutti i settori. Quella straordinaria sarà limitata ai casi di ristrutturazione e non più alle cessazioni di attività.
Ci saranno più oneri per le imprese?
Per le piccole e medie le aliquore resteranno tra lo 0,18 e lo 0,40%. Per le altre il contributo sarà dell’1,3% per i contratti a tempo indeterminato (oltre ai lavori stagionali e i contratti per sostituzione), per quelli a tempo determinato sarà dell’1,4%.
 Quando entrerà in vigore la nuova norma?
Il nuovo modello entrerà a regime nel 2017.
Contratti
Quante sono oggi le forme contrattuali?

Oggi esistono in Italia oltre 40 forme di contratto flessibile.
Saranno introdotti disincentivi alle aziende che utilizzano contratti flessibili?
L’utilizzo dei contratti a termine verrà disincentivato attraverso tre interventi. Dopo 36 mesi ogni contratto diventerà a tempo indeterminato. Aumenteranno i contributi versati dalle imprese per i lavoratori a termine. Si elimina l’onere di impugnazione stragiudizale del contratto a termine entro 60 giorni dalla cessazione.
 Cosa succederà agli altri rapporti di lavoro subordinato?
La riforma prevede l’obbligo di comunicazione amministrativa del part-time per ogni variazione di orario al fine di limitarne gli abusi. Per i contratti a progetto sarà necessaria una definizione più stringente del progetto e aumenteranno i contributi. Speriscono gli stage non retribuiti così come l’imposizione delle cosiddette dimissioni in bianco.
Ci saranno più paletti per le partite Iva?
Se il rapporto di collaborazione dura più di 6 mesi, comporta l’utilizzo di un posto di lavoro e se da essa il collaboratore ricava più del 75% dei corrispettivi, verrà considerato un rapporto coordinato e continuativo e non occasionale.
Come cambierà l’apprendistato?
Oggi è un contratto per giovani tra i 16 e i 29 anni che prevede retribuzione e formazione professionale. Con la riforma dovrà avere una durata minima e ci sarà l’obbligo di trasformare una parte degli apprendisti in dipendenti a tempo indeterminato.
lavoro

 

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Commenti all'articolo

  • magher

    22 Marzo 2012 - 12:12

    Scusate la mia ignoranza, ma che si intende per "licenziamento discriminatorio"? Se un'azienda, in difficoltà economiche, licenzia il 20% dei propri dipendenti, i malcapitati non potranno sostenere di essere stai "discriminati" rispetto agli altri dipendenti (e secondo me lo faranno)? Se tra i licenziati ci saranno delle donne o degli extracomunitari, non potranno sostenere anch'essi di essere stati discriminati (anche se altre donne o altri extracomunitari conservassero il posto di lavoro)? E' talmente generica la parola "discriminatorio" da poter essere applicata ad una moltitudine di situazioni. Quali sono le regole al riguardo? Un ringraziamento a chi vorrà illuminarmi sulla questione.

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  • Angeli1951

    22 Marzo 2012 - 11:11

    Ma chi era tanto rintronato da pensare che i lacchè al governo attuassero qualche iniziativa per eliminare la voragine delle dazioni inutili ai reggipalle fannulloni percettori di pubblici stipendi, fannulloni su cui si basa il potere dei loro padroni?

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  • soleados

    22 Marzo 2012 - 10:10

    Caro belpietro, sono meravigliato di tutto questo livore contro gli statali. Come in tutte le professioni, ci sono statali che lavorano ed altri che non lavorano, come tra i giornalisti ci sono quelli imbecilli e quelli preparati! Quindi, basta con questa campagna antistatale. A proposito della riforma lavoro, non vedo perche', in caso di licenziamento ILLEGALE E/o ILLEGITTIMO PER DISCIPLINA, IL LAVORATORE NON DEBBA ESSERE REINTEGRATO OPE LEGIS.

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  • stevenson 46

    22 Marzo 2012 - 09:09

    In Italia, ogni giorno 6-7 milioni di lavoratori rischiano di essere licenziati senza preavviso, senza indennizzo e senza tutele legislative. Sono i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, liberi professionisti) che in un libero mercato devono vendere beni o servizi a un cliente che non soddisfatto dal prodotto può cambiare il fornitore senza essere tenuto a giustificare la decisione. Per quale motivo possiamo “licenziare” qualunque fornitore e quasi impossibile e costosissimo licenziare un prestatore d'opera incapace, assenteista, pigro o disonesto?

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