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Basta stage e finte partite Iva Così si comincia a lavorare

L'apprendistato è la prima via d'accesso al lavoro: il tirocinio è consentito fino alla laurea e non sarà più gratuito

Basta stage e finte partite Iva Così si comincia a lavorare

Per i giovani precari la strada maestra per entrare nel mercato del lavoro diventa l'apprednsitato, ma le aziende possono riccorrere ai contratti di apprendistato solo se sono in grando di poter asssumere i giovani. Non sarà più possibile attivare tirocini (stage) dopo il periodo di formazione (consistente in laurea, dottorati o master universitari). Gli stage saranno quindi consentiti fino alla laurea. Dopo la laurea, se un giovane entra in contatto con un'azienda, questa dovrà retribuirlo utilizzando altri tipi di rapporti come collaborazioni o contratti a tempo determinato. Altra nota importante, lo stage non potrà più essere lavoro gratuito, mentre fino ad ora le imprese abusavano di questo esercizio nei confronti dei giovani.

Nuove regole
Per il lavoro a tempo determinato ci sarà un contributo extra di 1,4% in parte recuperabile con la stabilizzazione. Stretta anche sul falso lavoro autonomi, in realtà subordinato. Per poter assumere nuovi apprendisti, l'azienda dovrà aver confermato a tempo oindeterminato una certa quota dei precedenti contratto. Fra un conttratto a tempo e un altro ci dovrà essere un intervallo maggiore rispetto a quello previsto attualmente. Per evitare l'abuso di questi contratti, il datore di lavoro avrà l'obbligo di comunicazione amministrativa su ogni variazione dell'orario. Per smascherare le partire Iva finte, il rapporto diventerà di carattere subordinato se la prestazione durerà più di sei mesi, se prevede una postazione fissa di lavoro in azienda, se il collaboratore nel ricaverà più del 75% del suo reddito.  Nel contratto a progetto non potranno essere introdotte clausole individuali.

 

 


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Commenti all'articolo

  • miky2010

    23 Marzo 2012 - 16:04

    ma è possibile che nessuno dice che l' unico vero flagello per l' occupazione è solo ed unicamente la pressione contributiva!!! se le aziende straniere e non, delocalizzano non è perchè l' operaio guadagna 1200 euro ma è perche costa all' azienda circa 2500 euro!! detassate il lavoro e vedrete che l' economia riparte. tanto più si aumentao i contributi più si licenzia e più si licenzia più contributi servono!!! ma alla bocconi che fanno studiare sti professoroni?? solo come truccare i bilanci di una spa che si deve quotare in borsa per sfilare i risparmi alle oneste famiglie, sgravando così le banche dalle loro esposizioni??

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  • RobertPaul

    23 Marzo 2012 - 15:03

    mi sembra positivo l' approccio all 'ingresso al lavoro . Ora occorre lasciare la possibilità di esistere alle imprese ... due punti 1) abolizione dei sistemi a punteggi interni delle banche , cioè più fai un azione più punti fai e più sei un direttore bravo --non scherziamo le banche non sono supermercati ma devono essere al servizio dei privati e delle imprese 2) abolizione di equitalia --- un associazione che agisce come agiscono i criminali visto che non dà possibilità di difendersi ... una roba viscida che quando cambierà o sparirà non ripagherà mai i danni causati .

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    • BoccaVerita

      13 Marzo 2014 - 03:03

      Sottoscrivo. Soprattutto per il "braccio armato del pizzo di Stato". BdV

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  • imahfu

    23 Marzo 2012 - 11:11

    Gli stati che non hanno tale previsione costituzionale , hanno ugualmente fondato la loro esistenza sul lavoro. Ora l'art.18 non ha dato fastidio a nessun imprenditore...si guardino quante poche cause per l'art.18 e non é vero che un lavativo é tollerato per forza. I contratti collettivi regolano il 'disciplinare' e il giudice é chiamato a decidere se si tratta di pretesti o di realtà. Ho avuto diverse esperienze al riguardo: sul terreno si verificano le norme.

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  • blackindustry

    23 Marzo 2012 - 09:09

    il vecchio art.18 era splendido se lo si fosse adoperato con coscienza civica e morale decente. L'hanno sfruttato ed ora è insostenibile. Questo nuovo art.18 ora è volto a sanare le assurde condizioni di lavoratori e dipendenti che, quando si trovano davanti rispettivamente un datore di lavoro bastardo o un dipendente bastardo, non ne escono più. Insomma è un po' come tutte le forme politiche di governo dei popoli sui popoli: se il dittatore è cattivo sono dolori, se il dittatore è buono sono anni d'oro. Se i politici democratici sono cattivi sono dolori, se i politici democratici sono buoni sono anni d'oro. Bisognerebbe iniziare (e siamo fuori tempo massimo come al solito) a formare le coscienze civiche dei cittadini sin dalla tenera età dell'asilo. Invece oggigiorno gli si dice solo da adulti "ah, ops, a proposito, non si imbroglia, non si ruba e non si buttano le cartacce per terra". Ed i risultati sono davanti a noi ogni giorno.

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