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Sicurezza personale

Cosa è necessario per sapersi difendere?

Diventa invulnerabile con la conoscenza e l' addestramento

13 Giugno 2017

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Cosa è necessario per sapersi difendere?

Sei ferma ad aspettare un'amica quando ti si avvicina un estraneo che con modi garbati ed educati tenta un approccio.

Sapresti cosa fare?

Tutti o quasi, risponderebbero a questa domanda in modo affermativo anche se la maggioranza darebbe la risposta sulla base di ciò che si immagina. Sappiamo però che quando si immagina qualcosa, spesso non è una copia fedele della realtà. 

Un addestramento mirato permette, tramite l' utilizzo di scenari (situazioni realistiche) e il role playing (simulazioni realistiche), di verificare oggettivamente se siamo in grado o meno di rispondere efficacemente alle situazioni in cui ci si può trovare. 

Vi faccio un esempio prendendo la foto dell' articolo. Un ragazzo con i pantaloni camouflage si sta avvicinando ad una ragazza appoggiata al muro con le braccia conserte e fino a qui nulla di strano. Probabilmente vuole solo fare quattro chiacchiere ma se così non fosse? Se iniziasse con delle avances inopportune? Sareste in grado di gestire la situazione?

Molte risponderebbero in modo affermativo ma purtroppo è una convinzione data dalla incompetenza inconscia (non sapere di non conoscere). La realtà purtroppo è diversa.

State guidando d'inverno e non avete mai guidato con lastre di ghiaccio sull' asfalto. La macchina di fronte a voi frena, non avete mantenuto la distanza adatta a queste condizioni, perché nessuno vi ha mai spiegato quale essa sia. Voi vedendo che la macchina davanti frena d'istinto inchiodate e inevitabilmente perdendo aderenza andate a sbattere.

Ma cosa c'entra questa storia con l'autodifesa?

Per farvi capire che se non vi addestrate con delle simulazioni realistiche quando la situazione è valutata pericolosa dall'amigdala (il nostro impianto d'allarme che innesca un'attivazione psico bio fisiologica atta alla sopravvivenza) si attiva l'azione che l' ippocampo (parte del cervello deputata a tenere in memoria situazioni passate similari) ricorda.

Se non avete mai affrontato situazioni analoghe reagirete d'istinto perché, quando l' ippocampo sollecitato dall'amigdala non troverà in memoria circostanze similari, non vi innescherà quell'azione che ha funzionato e vi ha salvato l' altra o le altre volte. Però come abbiamo visto nell'esempio dell' automobilista l'istinto non ha dato la soluzione migliore. 

Per reagire adeguatamente ad una situazione bisogna conoscerne le dinamiche, non in maniera teorica, ma in modo pratico. Quindi diventa indispensabile provare la simulazione ripetutamente affinché le reazioni (motorie, verbali e para verbali) vengano automatizzate.

Tornando all'esempio della ragazza, ella dovrà aver automatizzato il senso della distanza, in modo che la sua attenzione possa essere rivolta a cercare un possibile aiuto da qualche passante ed eventualmente una via di fuga, e in quella manciata di secondi non debba preoccuparsi di valutare la distanza di sicurezza dall'aggressore, evitando che invada la sua area intima (immaginate di essere al centro di una circonferenza con il raggio di circa 45 cm., questa è la bolla intima). 

Può essere una strategia preventiva intelligente preparare una risposta adeguata ad una serie di domande che potrebbe rivolgervi l' ipotetico aggressore, in modo che non dobbiate impiegare energie cognitive e quindi capacità attentive per cercare di rispondere in maniera giusta ed efficace, distogliendo l'attenzione dalle mani dell' estraneo che ad una distanza di circa 1 metro impiegherebbe circa 0,2 secondi per afferrarvi.

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