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La Casta

La politica è un'industria che uccide la democrazia

La crisi delle istituzioni, da cui scaturiscono storie come quella del Laziogate, si risolve cambiando la Costituzione e il ruolo dei partiti

La politica è un'industria che uccide la democrazia

 

Dai costi della Sicilia agli stipendi e i privilegi dei dipendenti del Senato fino all'orrore della politica locale ad esempio romana, dove invece di far funzionare le cose si pensa ad amanti e cene, c'è da mettersi le mani nei capelli. Come dice Giampiero Mughini su Libero in edicola oggi, mercoledì 19 settembre, non abbiamo bisogno di nuovi partiti e partituzzi e di “facce nuove” ma di fare ciò che fece in Francia il generale Charles de Gaulle. Il quale cambiò le istituzioni della democrazia. Perché la retorica non serve a nulla, servono gli strumenti per decidere e per fare. 

Leggi l'articolo integrale di Giampiero Mughini su Libero in edicola oggi, mercoledì 19 settembre

 

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Commenti all'articolo

  • ResistenzaLiber

    19 Settembre 2012 - 17:05

    Sono molto d'accordo, ma non è solo la politica che uccide la democrazia, aggiungerei anche la Burocrazia, la Magistratura, altri Organi dello Stato, tanti grandi e piccoli centri di potere. Un'infinità di parassiti che impedisce di cambiare le istituzioni per continuare ad essere parassiti. La politica ha tentato di cambiare le istituzioni, ma i parassiti uniti e fortificati dal loro vizio hanno sempre agito per impedirlo. Come si possono spiegare altrimenti le campagne mediatico-giudiziarie e di odio contro Berlusconi e il centrodestra, fondate quasi sul nulla? I governi di centrodestra sempre demonizzati, mentre i governi di centrosiniostra sempre santificati. Giornaloni, giornalini, Media e liquidano superficialmente la cosa come fosse una componente del DNA degli italiani. In Italia il cambiamento non si fa perché i parassiti lo impediscono in tutti i modi, tutti sparano contro la politica e poi i parassiti, come nel '94, ne salvano una parte e si riciclano fregando gli italiani.

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