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Il silenzio degli evasivi fiscali

Bisogna vincere la ritrosia che ci impedisce di eccepire di fronte alla disinvoltura dei furbi

Il silenzio degli evasivi fiscali

di Filippo Facci

La Corte dei Conti ha spiegato che i primatisti del «nero» rimangono colf, badanti, artigiani, dentisti, medici, avvocati, ristoratori e commercianti. L'Ocse ha spiegato che l'evasione italiana si colloca al terzo posto mondiale dietro a Turchia e Messico. L'Eures, infine, ha spiegato che 7 italiani su 10 vorrebbero gli evasori in carcere. Quest'ultimo punto però non mi quadra: perché io tutta questa intransigenza, confesso, non la vedo. Peraltro vivo a Milano, non in qualche angoletto del Sud che senza evasione vedrebbe chiudere molte attività: ma non la vedo lo stesso. Non la vedo perché colf e badanti e ristoratori eccetera, invero, non compongono i 3 italiani su 10 che evadono rispetto agli altri 7 che li vorrebbero in galera: compongono coloro che possono evadere perché parte degli altri 7 gli sono giocoforza complici, strizzano un occhio in cambio di uno sconto. A tenere in piedi le frotte evasori che non rilasciano scontrini e fatture, insomma, siamo per forza noi, noi che oltretutto in questo modo compiamo anche un reato. È facile godere se fanno i blitz a Cortina o se beccano un nullatenente con due Bentley: ma poi occorre vincere quella ritrosia che talvolta ci impedisce di eccepire di fronte alla disinvoltura dei furbi, davanti a un imbelle, cioè, che ci chieda «vuole la ricevuta?» come se fosse un puntiglioso capriccio e non un requisito di legge. 

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Commenti all'articolo

  • elerito0

    05 Ottobre 2012 - 00:12

    Ma non sara' che l'evasione serve ai vari governi,come scudo alla loro incapacita'. Se tutti potessero detrarre tutte le spese sostenute di acquisti e servizi vari,l'evasione cesserebbe di colpo.Perche' non lo si fa'?

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  • bepper

    04 Ottobre 2012 - 19:07

    Banca Intesa San Paolo, BPM, Unicredit, sono state beccate a perseguire pratiche illecite per evadere le tasse mascherando i profitti, con la complicità di istituti stranieri, per qualche MILIARDO di euro. Si devono scoprire diverse decine di migliaia di artigiani, professionisti, negozianti evasori per arrivare agli stessi importi. Hanno avuto uno sconto di circa il 60-70%. Le società di slot machine sono state sanzionate dal fisco per 93 MILIARDI, per aver omesso per anni il collegamento in rete, scommettiamo che avranno uno sconto del 99%? Facci lo sapeva?

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  • cittadino del mondo

    04 Ottobre 2012 - 16:04

    ..quale è nata prima? l'evasore e lo Stato esattore ingordo, quale è nato prima? e gli evasori sono tutti uguali? c'è quello che lo fa per dare da mangiare e mandare a scuola i figli e c'è poi quello che deve comprare l'ultimo modello della Porche al figlio che ha compiuto i 18 anni.In mezzo c'è la stragrande maggioranza degli italiani che deve comunque arabbattarsi per andare avanti. A questi ultimi quando , ad esempio, l'avvocato o il dentista, dice sono 5000 euro in nero e se fatturati vanno aggiunti il 30% dello sconto, l'IVA (21%) e la cassa mutua, in pratica più di 10.000 euro, ebbene a quest'ultimi sentirsi oggi dire che il cliente e l'avvocato o il dentista ( che ti ricattano ) sono sullo stesso piano sa di beffa. Devo rinunciare ad una causa che mi tutela da una ingiustizia o all'apparecchio per i denti dei figli, tutte situazioni in cui lo Stato non mi protegge!

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  • paolosardi

    04 Ottobre 2012 - 13:01

    Tutto giusto se non fosse che lo stato, ladro, mi lascia scaricare i miei chilometri da libero professionista ad una percentuale ridicola oppure i miei pernottamenti per lavoro in altra città al 75%. Perché dunque dovrei pagare tutto, se lo sconto che mi fa l'esercente supera la mia detrazione? Fatemi detrarre il 100% di tutte le mie spese professionali e una percentuale congrua (non il 19%) delle spese personali (mediche etc.). Vedrete che sarò teutonico nel pretendere scontrini e fatture. In realtà in questo momento lo stato è assolutamente complice degli evasori perché continua a tassare chi evadere non può (come il sottoscritto che pur essendo libero professionista lavora solo con le aziende).

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