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Censura e trasferimento

per il pm De Magistris

Censura e trasferimento
Roma - "Non potrà che essere acclarata la correttezza del mio operato e la mia serietà e dignità professionale". Così aveva sentenziato Luigi De Magistris nella memoria difensiva presentata in Cassazione assieme al ricorso contro il verdetto di censura e trasferimento emesso dal Csm, ma oggi la Suprema Corte gli ha dato torto. 
Gli Ermellini, infatti, hanno dichiarato inammissibile il ricorso del magistrato di Catanzaro. L'organo di autogoverno dei giudici aveva deciso la sanzione della censura e disposto il trasferimento di sede e di funzioni per il magistrato, perché, secondo il Pg Antonio Martone, De Magistris era stato "troppo disinvolto nei rapporti con la stampa". Già lo scorso 1 luglio il pg aveva chiesto la conferma della sanzione della censura e del trasferimento disposto nei confronti del magistrato dalla sezione disciplinare del Csm, nonchè l'accoglimento parziale del ricorso presentato a Palazzaccio dall'allora ministro della Giustizia Luigi Scotti, contro le assoluzioni che il tribunale delle toghe aveva pronunciato nei confronti di De Magistris. Questi proscioglimenti risalgono al 18 gennaio scorso, quando la sezione disciplinare del Palazzo dei marescialli aveva pronunciato l'assoluzione per le incolpazioni riguardanti la "scarsa attenzione", l'omissione di "cautela" per prevenire la diffusione di notizie sui procedimenti in corso e il disinvolto rapporto con la stampa. 

 

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Commenti all'articolo

  • defele

    15 Luglio 2008 - 09:09

    vicenda di De magistris. Figlio di un Giudice, Giudice lui stesso: non ce l'hanno raccontata tutta. Un conoscente, magistrato in Cassazione, anziano in grado, vecchia scuola, altro da questi togati-rossi che a suo dire sono "solo dei p.m.", su questa vicenda mi diceva un sibillino * De Magistris ha sbagliato nel... metodo*. Che cosa volesse intendere mi sfugge, non sono neanche un p.m., io. A me pare che De Magistris sia un capro monitorio allo scopo di fare da deterrente al voler aprire il sipario che nasconde il potentato che guida anche la magistratura. IMNHO

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