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Tra sesso e seduzione

Il metodo Valérie per far impazzire gli uomini

«Oscuro e increspato come un garofano viola / respira, umilmente acquattato tra il muschio / umido ancora d’amore che segue il dolce pendio / delle natiche bianche sino al limite dell’orlo». Quale parte del corpo viene richiamata in questi versi? Verlaine e Rimbaud sono gli autori e il titolo della composizione da cui son tratti la dice tutta e subito: «Sonetto del buco del culo».

Inutile qui fare il pelo al registro, perché la stessa Valérie Tasso non ha peli sulla lingua nel suo libro Il metodo Valérie. Sesso e seduzione: come diventare infallibili (uscito ora in Italia da Castelvecchi-Ultra, pp. 240, euro 16,50). Certa che un incedere sicuro e un cervello ironico siano più efficaci di una mini inguinale e tacchi a spillo, il metodo definitivo di seduzione di Valérie non lascia spazio all’immaginazione, anzi, è un invito a sviluppare la nostra, di immaginazione.

«Di tanto in tanto, una donna è un sostituto ragionevole della masturbazione. Ma naturalmente, ci vuole molta immaginazione». Così Karl Kraus, autore austriaco fin de siècle, e così si spiega anche la difficoltà a raggiungere l’orgasmo con un partner che ci piace molto, «non mi sono mai fatta uno brutto (con la fantasia), ma mi sono svegliata con ogni genere di sgorbio», a riprova che il piacere è prima di tutto un fattore cerebrale.

La pluri-laureata Valérie accantona la carriera di manager di una multinazionale per praticare la prostituzione e penetrare personalmente i segreti di sesso e seduzione, ed eiacularli in forma di trattati erotici, tra cui il Diario di una ninfomane, tradotto in 20 Paesi e trasposto in un film diretto da Christian Molina.
«Meglio morta che al naturale non è sempre vero, specie al primo incontro», ma gli stereotipi seduttivi del trucco pesante e della lingerie troppo sexy lasciano il posto al look casual e spiazzante: cosa c’è di più sexy di una donna che indossa biancheria maschile?

«Sedurre conferisce un enorme potere. È incentrato non tanto sull’amore quanto sul controllo. Converrete con me che gonfierebbe d’orgoglio chiunque più del pene di Nacho Vidal quando sente odore di femmina». E allora via con le descrizioni tecniche di organi genitali e loro stimolazioni, la fellatio, il cunnilingus, l’anal, fino agli esercizi di Kegel per tonificare la vagina, il Korigami giapponese (l’arte di avvolgere il pene), lo sploshing inglese per ritrovarci spalmati di Nutella o spaghetti o entrambi mischiati, dato il pessimo gusto d’Oltremanica, e via via fino alle pratiche più estreme. Scopriamo l’enorme ricchezza intellettuale del BDSM, che spesso viene associato tout court alla violenza, alla punizione, alla sottomissione: ci si dimentica che è una cultura, un modo di vivere e intendere la sessualità, che alla base della teatralità e della sceneggiatura ci sono le nostre fantasie. «È la pratica che colloca l’eccellenza lì dove si incentra anche il sesso: nella mente umana e non nei genitali».

E la pragmatica Tasso elargisce anche consigli ai profani, affinché la domestica non vi ritrovi agonizzanti in un bondage o dimenticati ammanettati in cantina. Quanto alla fantasia delle pratiche «l’Inquisizione e i suoi raffinati metodi per ottenere delle confessioni hanno fatto più per il BDSM che per il cristianesimo stesso», garantisce Valérie.
Del resto la letteratura non passa solo dai capolavori di De Sade e di von Sacher-Masoch (esempi di dove possa arrivare la fantasia erotica e illuminanti sull’oscurità umana); troviamo anche un Piccolo galateo erotico per fanciulle del raffinato e affilato Pierre Louys: «Non masturbate tutti i vostri amichetti in una caraffa di limonata, anche se la bibita vi sembra più buona con l’aggiunta di sperma fresco. Gli invitati del vostro signor padre forse non condividono i vostri gusti».

Che si pratichi un banale missionario, un ménage à trois o una gang bang, l’importante è avere una mente giusta con le curve al punto giusto, profonda, aperta e accogliente, dove il senso di umiliazione nel fare un pompino lasci il posto al senso di dominio (il pompino non è forse l’atto di fiducia più estremo che l’uomo concede alla donna?).

Anche la fuga è un’arte. «Gli amanti scaricati sono come le buste del supermercato, si possono riutilizzare quasi sempre. Perciò l’addio deve includere delle formule squisitamente umane e mai definitive...».

di Laura Zambelli Del Rocino

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Commenti all'articolo

  • bettely1313

    02 Marzo 2014 - 16:04

    sedurli farli impazzire fino a uccidere, ecco spiegato il femminicidio

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  • bettely1313

    02 Marzo 2014 - 16:04

    sedurli, farli impazzire fino a uccidere la donna, ecco spiegato il femminicidio.

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