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Novità culturali

Squirto ergo sum: la filosofia italiana oggi

Valentina Nappi

Siete sempre rimasti perplessi di fronte agli editoriali manettari di Paolo Flores d’Arcais? Non vi è mai entrata in testa la dialettica servo-padrone di Hegel? Niente paura, l’ultimo dibattito che ha acceso il mondo filosofico italiano vi chiarirà le idee: tutto quel tintinnare di manette e quel parlare di sottomissione, in realtà, aveva a che fare con il set di un porno sadomaso. O almeno pare di capir questo osservando i dettagli della querelle fra il filosofo Diego Fusaro e la pornostar Valentina Nappi, protagonisti di un vivace scambio di idee, di insulti (e, nelle intenzioni di lei, anche di qualcos’altro).

I due sono noti: lui, astro nascente della filosofia italiana, si definisce «allievo indipendente di Marx e Gramsci» ed è ricercatore presso l’Università San Raffaele di Milano. Lei è un’attrice porno, ha esordito a 21 anni grazie a Rocco Siffredi, nel film Rocco's Bitches in Uniform e ha guadagnato una copertina su Penthouse. Se lui deve la sua fortuna a una mole già imponente di pubblicazioni, a una competenza della materia non comune, ma anche, perché negarlo, a un physique du rôle decisamente fotogenico, lei si è fatta notare non solo per le sue acrobazie erotiche, ma anche per una serie di prese di posizione filosofico-politiche destinate a fare scandalo.

Quel che stupisce, tuttavia, è che a dar credito alle elucubrazioni della Nappi sia il serioso, morigerato, bacchettone sito di MicroMega. Qualche settimana fa, proprio nel salotto buono della sinistra tutta toghe e avvisi di garanzia, è apparso un contributo della giovane porno-intellettuale dal titolo “Oggi il fascismo si chiama anticapitalismo”. Nel denso articolo leggiamo che «il fascismo storico fu espressione della mobilitazione della piccola e media borghesia immiserite contro le due classi allora egemoni, la grande borghesia industriale e finanziaria e il proletariato. Da qui il duplice carattere, rivoluzionario e reazionario, del movimento e del regime: reazionario contro le istanze egualitarie del proletariato, ma rivoluzionario rispetto a un ordine esistente (anche internazionale) imperniato sulla tutela degli interessi del grande capitale». Qualcuno fa notare come le parole della Nappi siano riprese pari pari da Alberto De Bernardi, voce “Fascismo” del Dizionario di storiografia di Paravia-Bruno Mondadori. Ma non sottilizziamo.

Fatto sta che Fusaro, sul sito de L’intellettuale dissidente, decide di risponderle con un pezzo intitolato “Il Capitale e i suoi utili idioti: la signorina Nappi”. Qui il filosofo se la prende con «una certa Valentina Nappi», di cui sostiene di aver ignorato «finanche il nome» (si dice sempre così...), definendola «quest’amante della “nuda” verità», «questa rampante allieva della scuola di Rocco Siffredi» e concludendo che «il capitale trasforma tutto in merce e godimento, sveste le giovani ragazze e veste con abiti di marca i giovani ragazzi: è impadronimento della nuda vita e dei corpi».

Lei la prende bene, rispondendo a sua volta con un articolo dall’immaginifico titolo di “Squirtare in faccia a Diego Fusaro”. Alle educande consigliamo una ricerchina su Google relativa al verbo citato. Non una ricerca per immagini, mi raccomando. Le enciclopedie parlano anodinamente di «eiaculazione femminile». Contro-controreplica del giovane studioso: «La Nappi - che lo sappia oppure no - è parte organica al capitale». Se questo non è amore...

di Adriano Scianca

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