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Spericolato

Mario Giordano: contromano e senza mani, il delirio di Graziano Delrio

Mario Giordano: contromano e senza mani, il delirio di Graziano Delrio

Non si sa se abbia voluto davvero la bicicletta, però comunque pedala. Il neo responsabile delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio infatti si è presentato al ministero, nel suo primo giorno di lavoro, su una due ruote candida e splendente. E se ne è andato sulla stessa, di gran carriera, facendo subito capire quanto ci tenga all’alta velocità. Altro che Torino-Lione, altro che Milano-Genova, i cantieri restino pure fermi, gli italiani continuino a intasare tangenziali e autostrade. Quello che conta è poter sfilare via come Bartali, fra Porta Pia e Palazzo Chigi: addio Freccia Rossa, è l’ora della Pedivella Bianca.

Certo: non rassicura troppo gli italiani sapere che il velocipede è stato regalato al neo-ministro dal sindaco di Roma Ignazio Marino, pure lui appassionato di due ruote. Ora, già sul fatto che sia un regalo, qualcuno potrebbe storcere il naso: possibile che quando uno mette il sedere sulla poltrona, poi vada sempre avanti a suon di pacchi dono? La bicicletta non potrebbe comprarsela, come fanno tutti? E soprattutto: proprio Marino? Cioè uno che, in fatto di amministrazione, non capisce un tubo e forse nemmeno un tubolare? Diciamolo: andare in giro per la Capitale su una bicicletta regalata da Marino è un po’ come farsi vedere al Giglio su una barca regalata da Schettino. Ci vuole un bel coraggio.

Oltretutto non è sfuggito a nessuno che Del Rio, appena uscito dal ministero, dopo essersi fatto consegnare il mezzo da un ammiraglio in alta uniforme, si è scapicollato giù da una discesa, ha attraversato una strada in modo piuttosto spericolato e soprattutto ha imboccato una via contromano. Sarà stato Renzi a suggerirgli di "cambiare verso"? Forse sì, ma ecco: non sembra proprio questo il modo più giusto. L’ultimo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, si è dovuto dimettere, pur non essendo indagato, per via di un’inchiesta che ha rivelato alcuni favori ricevuti da lui e dal figlio, Rolex e abitini di sartoria compresi. Arriva il successore all’insegna della moralità e del rinnovamento e qual è la prima cosa che fa? Infrange le regole. Vi pare possibile? Ora: sulla serietà e sul rigore di Del Rio non ci permettiamo di dubitare. Ci permettiamo, però, una semplice domanda: mentre nel Paese infuria il dibattito se sia giusto che un ministro rispetti, oltre al Codice penale, anche un codice etico, non sarebbe bene che il ministro cominciasse a rispettare per lo meno il Codice della strada?

È vero che Del Rio ha appena scritto un libro intitolato Cambiando l’Italia. E che, forse, da ministro comincerà a scrivere anche "Cambiando i sensi unici". Ma finché il cartello di divieto di transito resta, sarebbe tenuto a osservarlo. Così come sarebbe tenuto non pedalare senza mani, non solo perché pure questo, come l’andare contromano, è esplicitamente vietato (articolo 182), ma anche perché è pericoloso per un padre di nove figli. E soprattutto perché, sinceramente, noi speravamo di aver trovato qualcuno capace di afferrare il manubrio sul serio, dopo che per troppi anni a guidare sono stati i burocrati alla Ettore Incalza. Come le recenti vicende hanno dimostrato, infatti, non basta stare in sella: bisogna essere sempre pronti ad azionare i freni. E magari anche il campanello. Come si fa senza le mani sul manubrio?

«Piedi e bici sono due mezzi eccezionali», ha commentato il neo ministro, che però evidentemente è partito con il piede, pardon, con il pedale sbagliato. E i burocrati delle Infrastrutture ora che faranno? Staranno a ruota? O già si preparano a far saltare la catena? Nel frattempo immaginiamo le foto postate su twitter, dopo le prossime grandiose imprese a pedivella: il ministro che pedala sull’autostrada del Sole in corsia di sorpasso, il ministro che fa zig zag sui marciapiedi, il ministro che impenna sul Grande Raccordo Anulare e il ministro che buca le ruote agli altri ciclisti fermi ai semafori per dimostrare che lui parte più veloce. Fra l’altro, tutta questo pauperismo esibito, a suon di sudore e semplicità, comincia anche un po’ a stancare: il primo giorno di Enrico Letta fu su un’auto famigliare, il primo giorno di Sergio Mattarella fu su una Panda, il primo giorno di Del Rio è su una bicicletta. Il prossimo che fa? Si presenta sui pattini a rotelle? O sulle ginocchia? E non dico strisciando solo perché, ahimè, purtroppo quello già lo fanno in molti.

di Mario Giordano

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Commenti all'articolo

  • crisi.2

    04 Aprile 2015 - 21:09

    E non dico strisciando solo perché, ahimè, purtroppo quello già lo fanno in molti. "bella"........Mario...............formidabile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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