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I vicini di casa

Filippo Facci

Ma che bella famiglia europea. Recep Erdogan, due anni fa, disse che uomini e donne non possono ricoprire le stesse posizioni «per natura e per indole», e che l'uguaglianza non va bene perché «trasforma la vittima in carnefice». Sua figlia Summeyye, erede politica, ha aggiunto che il compito dell'uomo è «portare il pane a casa e mantenere la moglie e i figli», sicché è giusto che «alle figlie spetti una quota minore di eredità». L'altro giorno la moglie di Erdogan, Emine, ha ribadito che la donna «è soprattutto madre» e che le turche dovrebbero trarre «ispirazione» dagli harem «che preparavano le donne alla vita». Nota: le concubine non potevano lasciare il palazzo, erano praticamente incarcerate. Nota due: nella famiglia Erdogan le donne girano a capo coperto. Dicevamo: che bella famiglia europea, meglio, che meravigliosa nazione che ci ricatta economicamente, fa il pesce il barile sull'Isis ed esporta armi in Siria, nega il genocidio degli armeni che ispirò Hitler, di passaggio chiude giornali, incarcera giornalisti e scrittori e censura internet: e che facciamo noi con questa nazione? Ci trattiamo, ovvio, discutiamo di una sua entrata in Europa, roba che riverserebbe nel Continente 75 milioni di musulmani. Gli Stati Uniti, alleati Nato della Turchia, si fregano le mani: anche perché l'America - dovete sapere - la scoprirono i musulmani nel 1178, non Cristoforo Colombo: l'ha raccontato Erdogan nel novembre 2014 durante un summit di leader europei, pardon, musulmani.

di Filippo Facci
@FilippoFacci1

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