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Filippo Facci: Morto chi legge

Filippo Facci: Morto chi legge

I giornali fanno venire il tumore al cervello alla gente. Non tutti i giornali, e non a tutta la gente: però «tutti quelli che hanno fatto gli editoriali dopo la morte di Casaleggio, lui li aveva querelati. Gianroberto è morto per colpa di quegli articoli». L'assioma non è chiaro (l'intera classe politica dovrebbe risultare sterminata, se fosse vero) ma l'ha proposto Beppe Grillo durante uno spettacolo a pagamento che ha fatto a Catania. Ora: da un’accusa così cretina non sarebbe neanche il caso di difendersi, oltretutto Libero non è mai stato querelato da Casaleggio e non può neanche annoverarsi tra coloro «che hanno scritto bene di Casaleggio solo dopo la morte» (altra accusa di Grillo) visto che Libero non l'ha fatto neppure allora. Hanno tanti difetti, i giornali, ne hanno anche più di quelli che forse Grillo immagina: ma non fanno venire i tumori al cervello, e diversamente come aveva predetto Grillo, e diversamente da Casaleggio, sono ancora residualmente vivi. Finiranno - come tutto in questa vita - e quindi finirà anche la tendenza a sottovalutarli («sono morti») e dunque a sopravvalutarli («Gianroberto è morto per loro»). Nell'attesa, ci restano poche certezze. Una è che Casaleggio non è morto per colpa dei giornali. L'altra è che Grillo è vivo anche per colpa dei giornali.

di Filippo Facci
@FilippoFacci1

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Commenti all'articolo

  • nick2

    28 Aprile 2016 - 16:04

    Nell’opera teatrale “Richelieu” di Edward Bulwer-Lytton del 1839, il cardinale pronuncia la famosa frase: “The pen is mightier than the sword”, poi tradotta in “Ne uccide più la penna che la spada”. Voi, nonostante l’impegno, non siete riusciti ad ammazzare Fini, Napolitano, Boldrini, Kyenge, Fazio, Littizzetto, ma con i vostri articoli sgrammaticati, giornalmente, uccidete la lingua italiana…

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