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Filippo Facci: la trasparenza

filippo facci

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha voluto creare l’Arac, Autorità regionale anticorruzione: il problema è che l’Arac (presieduta da Giulio Dettori) rischia di sovrapporsi all’Anac, Autorità nazionale anticorruzione (presieduta da Raffaele Cantone) con l’aggravante che a Milano, nello stesso giorno, veniva nominato il Comitato antimafia (presieduto da Nando Dalla Chiesa) che ha cambiato nome e si chiamerà «Comitato tecnico-scientifico in materia di contrasto e prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso e promozione della cultura della legalità», già soprannominato Comitato antimafia come quello vecchio; questo organismo, dicevamo, può rapportarsi con la Commissione parlamentare antimafia (presieduta da Rosy Bindi) ma deve farlo anche con la Commissione speciale antimafia del Consiglio regionale della Lombardia (presieduta da Gian Antonio Girelli) che a sua volta deve rapportarsi anche con il Comitato regionale per la trasparenza dei contratti pubblici (presieduto da Mario Forchetti) che vigila soprattutto sugli appalti, e rischia dunque di sovrapporsi all’Arac, cioè la nuova autorità di Maroni che già rischiava di sovrapporsi all’Anac, quella di di Cantone. Ora si tratta solo di armonizzarsi anche con il Servizio anticorruzione e trasparenza del Ministero della Pubblica amministrazione, con il Servizio anticorruzione e trasparenza (SAeT) e, se necessario, con l’Alto commissariato Onu per la lotta alla corruzione. Il tutto nella massima trasparenza.

di Filippo Facci
@FilippoFacci1

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