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Reddito di fantasia

Reddito di fantasia

Il carnevale napoletano continua anche in agosto. Dopo il «reddito di dignità» (Puglia) e il «reddito di garanzia» (Trento) e il «reddito minimo d'inserimento» (Basilicata) da non confondersi col salario minimo e il reddito minimo garantito (tutti abbiamo chiare le differenze), ecco dunque il reddito di cittadinanza alla napoletana, alias il gioco dei tre bicchieri versione De Magistris. In sintesi: dal 2017 ci saranno 600 euro al mese per i napoletani che non lavorano e che ufficialmente non hanno reddito: pare che siano tanti. Siccome mancavano i soldi, 'o sindaco ha deciso di trovarli abbattendo la soglia di esenzione dell'Irpef comunale, portandola da 15mila a 10mila euro: significa prendere a famiglie in difficoltà per dare a famiglie che, ufficialmente, non hanno nulla; significa togliere a chi ha poco, ma ha redditi certificati, per dare a chi dichiara poco e però magari ha redditi in nero; significa che il reddito di cittadinanza sarà pagato da chi guadagna circa 800 euro al mese.

Il resto dovrebbe venire dalla lotta all'evasione (ah ah) e da tagli ad asili e assistenza domiciliare. Questa presunta lotta alla povertà (meglio chiamarla lotta tra povertà) è indipendente da ogni accertamento sulle reali condizioni economiche e patrimoniali dei beneficiari, nella miglior tradizione. È un consiglio di cui non hanno bisogno: ma a molti napoletani conviene non lavorare.

di Filippo Facci
@FilippoFacci1

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