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La realtà razzista

Filippo Facci

La verità bisogna potersela permettere, quindi anche le foto che la ritraggono. L’Occidente è incline a un dare un indirizzo pedagogico alla propria comunicazione (è un fatto, non ne discuto l’efficacia) sicché è normale che l'opuscolo sul «Fertility day» abbia scatenato un casino. Si vedono due coppie sorridenti associate "alle abitudini da promuovere" e, sotto, un intruppamento di drogati di cui due sono di colore (dicasi neri, non dicasi negri) che sarebbero i «compagni da abbandonare». Lasciamo perdere che certa correttezza è una strada senza fine (negli Usa avrebbero detto che i buoni sono troppo nordici, che nessuno è ispanico o orientale, che manca un portatore di handicap) e soffermiamoci sulla verità scorretta: cioè che le due immagini, tutto sommato, non si discostano troppo dalla verità. È statisticamente vero che i neri siano più associabili al consumo e allo spaccio di droghe: ma dirlo è ritenuto dannoso per il pubblico immaginario e si presta a strumentalità varie. È comprensibile. Quelle immagini pre-scattate, però, sono state prese da enormi banche-immagini che sono organizzate non dalle destre internazionali, ma da pubblicitari che non lasciano nulla al caso e offrono delle foto a metà tra l'immaginario dominante e una riconoscibile, persino ovvia realtà. Andate a vedere queste banche dati: è pieno di neri, asiatici, ispanici, capelloni e incappucciati. Razzismo? No, ma la verità è ritenuta brace sotto la cenere. Non ce la possiamo permettere.

di Filippo Facci
@FilippoFacci1

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