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La nuova iniziativa

I grandi classici per bambini: in edicola con "Libero" la magia dei racconti per i più piccoli

I grandi classici per bambini: in edicola con "Libero" la magia dei racconti per i più piccoli

«Un giorno sarai abbastanza grande da ricominciare a leggere le favole». Così scriveva qualche tempo fa lo scrittore britannico Clive Staples Lewis. Certo, ammettere di essere “abbastanza grandi” non è cosa facile, ma senza vergogna alcuna posso confessare che le fiabe non ho mai smesso di leggerle. E per quanti come me sono sovente alla ricerca del tempo perduto, quando le vacanze erano una colonia, per intenderci, e Peppa Pig non era che il maialino un po’ bruttino ma tanto simpatico confinato nella fattoria del bisnonno, la nuova collana “I grandi classici per bambini” (Gribaudo Editore) dall’8 novembre in edicola con Libero, non può essere che da collezionare. Magari in vista di un prezioso regalo da far trovare sotto l’albero nella notte più magica dei tempi. Un progetto editoriale controcorrente, forse, ma per nulla nostalgico per far rivivere quelle pagine ricche di spunti, riflessioni, insegnamenti in grado, attraverso immagini, metafore e archetipi di rivolgersi direttamente al subconscio dell’uomo. Sei in totale, un libro alla settimana, ogni martedì in edicola con il quotidiano al prezzo di euro 6,50 (oltre quello del giornale). Sei pietre miliari della letteratura per ragazzi, capolavori della narrativa mondiale a firma di autori che hanno incantato, fatto sognare e accompagnato la vita di grandi e piccini. Tutti illustrati, con una sovra copertina che, per la gioia dei più piccoli, si trasforma magicamente in poster. Vestiti ognuno di un layout grafico fresco e brioso che lascia comunque intatta quella patina di sacralità silente che appartiene ad ogni classico senza tempo. Un alfabeto di immagini, suoni e odori da riscoprire, nei tempi in cui nel panorama editoriale per ragazzi, il più formidabile parto fantastico degli ultimi decenni è stato il maghetto Harry Potter. Si comincia, e non poteva essere altrimenti per noi che siamo chiamati a raccontare la verità dei fatti, con “Il Giornalino di Gian Burrasca” di Luigi Bertelli, per tutti Vamba. L’irriverente e ribelle Giannino Stoppani, interpretato sul grande schermo dalla superlativa Rita Pavone, è il protagonista che annota, sul “giornalino” ricevuto dalla madre per il suo ottavo compleanno, le avventure e le marachelle che combina ai danni di familiari e parenti. Icona della “simpatica canaglia” con la sua candida sincerità e l’insofferenza per le convenzioni, è il paladino dell’onestà e della sincerità, in perenne conflitto con il mondo, a volte ipocrita, degli adulti. Perché mai non si può dire alla zia Bettina che è insopportabile e indossa vestiti ridicoli? Perché non dire al vecchio Venanzio, quello “spilorcio, lordo  rimbambito, spedale ambulante ”come lo chiamano in casa, che tutti aspettano la sua morte per ricevere l’eredità? Tutti lo pensano ma nessuno lo dice. Per fortuna c’è Giannino. Perché i grandi spesso dicono una cosa e ne fanno un’altra. E con la verità vanno poco d’accordo. Dopo Giannino, il 15 novembre l’appuntamento è con “Cuore” di Edmondo De Amicis, un pezzo di storia italiana ai tempi dell’unità d'Italia che celebra il senso civile, il valore dell’istruzione, della solidarietà, dei buoni sentimenti. Il 22 novembre “Alice nel Paese delle Meraviglie”, il romanzo geniale pubblicato in tutte le lingue e i paesi del mondo di Lewis Carrol, illustrato da John Tenniel. Una storia fantastica e sottilmente satirica che insegna a guardare la realtà da punti di vista inusuali. Un viaggio in un mondo onirico sotterraneo tra conigli bianchi, bruchi, gatti, Cappellai Matti e Regine di Cuori, metafora dell’assurdità della vita adulta che insegna che non per forza bisogna cercare sempre un significato. Il 29 novembre ancora viaggi con James Matthew Barrie e il suo “Peter Pan”. Il misterioso ragazzo, divenuto famoso per la sua trasposizione disneyana, che non vuole crescere, che ha il potere di volare e vive in un’isola magica. Una riserva di polvere fatata per volare sulle ali dell’immaginazione, ognuno verso il proprio Paese che-non-c’è. Quinto appuntamento il 6 dicembre con “L'Isola del Tesoro” di Robert Louis Stevenson e le avventure del giovane Jim alla ricerca del misterioso tesoro del capitano Flint. Ultima, il 13 dicembre, la favola per bambini che resterà sempre nel loro cuore da adulti, scritta da Carlo Collodi. L’unico, inimitabile burattino di legno. “Pinocchio”. Una favola dal lieto fine di quelle che poi alla nonna chiedevi:«cosa succede dopo e vissero felici e contenti?». E lei rispondeva: «la vita tesoro. Succede la vita».  

Non perdetevi I grandi classici per bambini: correte in edicola!

Piano dell'opera:
Volume 1: Il giornalino di Gian Burrasca, 8 novembre
Volume 2: Cuore, 15 novembre
Volume 3: Alice nel paese delle meraviglie, 22 novembre
Volume 4: Peter Pan, 29 novembre
Volume 5: L'isola del tesoro, 6 dicembre
Volume 6: Pinocchio, 13 dicembre

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Commenti all'articolo

  • Alalangelo

    23 Novembre 2016 - 18:06

    BASTA con la storiella dei cosiddetti " moderati" che si vorrebbe identificare nella media borghesia. Media borghesia che invece è. Incazzata nera e tutto questo non lo sopporta più!!!

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  • Alalangelo

    23 Novembre 2016 - 18:06

    BASTA con questa truffa dell'accoglienza e dei falsi " salvataggi in mare" effettuati anche da " medici senza frontiere" che ora si sono comperati anche una nave trovando cosi un ulteriore modo di partecipare al banchetto e di speculare sulla nostra pelle. Gommoni nuovi , giubbotti di salvataggio immacolati, altro che poveracci, questo è. Un esercito che sbarca in piena regola. Chi fornisce l'equipaggiamento?? Chi ci specula?? Quanti nostri soldi vengono dirottati all'uopo?? Quando la suddita informazione si decidera' senza paura ad usare termini adeguati, tipo: Traghettati e non" salvati" clandestini e non "migranti??" Quando si deciderà la magistratura ad indagare??

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  • Alalangelo

    23 Novembre 2016 - 18:06

    BASTA con questa falsita' della generosita' del popolo italiano, quando ormai tutti sanno che questo traghettare carne umana altro non è che il sistema per pagare il pizzo al terrorismo in cambio di una zona franca libera da attentati (l'Italia e la chiesa ⛪ infatti non ne ha subiti se non quando Renzi si permise di dire che il traffico di clandestini dal nord Africa doveva essere fermato affondando i barconi sulle coste libiche. Cosa che non avvenne in quanto subito dopo per due volte fu incendiato l'aeroporto di Fiumicino....come avvertimento)

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