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Il 41 man

Filippo Facci

La campagna contro il femminicidio è diventata una clamorosa campagna di mistificazione, e se ai giornalisti non gliene frega niente è perché pensano che sia comunque un’opera di sensibilizzazione. Fingono d’ignorare che le emergenze “percepite” sono il viatico per leggi improvvisate (l’omicidio stradale) o incostituzionali (la falsa emergenza-stupri) o per proposte folli come l’omicidio sul lavoro, idea di Sel che vorrebbe inguaiare chi non controlli le norme di sicurezza. Col femminicidio, però, siamo al record delle balle. Il fenomeno è in declino da 13 anni? Vi dicono che è in crescita. La media è nettamente inferiore a quella europea? Vi parlano di “emergenza”. I femminicidi sono più frequenti nel norditalia? Vi dicono che è il retaggio di un’eredita arcaica, anche se la regione con più omicidi, la Calabria, è quella con meno femminicidi. Su tutto impera la presidenta della Camera che tiene le bandiere perennemente a mezz’asta, ma ora è arrivata la madre di tutte le cazzate: «Il femminicidio è una forma evoluta di mafia... Si applichino agli uomini le stesse pene, anche preventive, previste per i mafiosi. Un 41 bis tutto per loro. Isolamento a vita». La proposta è di Rita Pennarola, nota giornalista napoletana che vi ha dedicato un libro: piacerà a Giulia Bongiorno, ex parlamentare pluri-trombata che a sua volta aveva proposto l’ergastolo per tutti i maschi colpevoli di femminicidio, in barba ai più elementari valori costituzionali. Avanti così.

di Filippo Facci
@FilippoFacci1

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Commenti all'articolo

  • Chry

    30 Novembre 2016 - 11:11

    Della serie uomini che odiano le donne!! vergognati

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