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Chi non serve

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Filippo Facci

Ditemi se sia «ombelicale» raccontare che io e i parlamentari Cinque Stelle, di regola, non possiamo comparire in nessuna trasmissione tv (insieme) perché un minus habens come Rocco Casalino non vuole. Casalino è il «responsabile per la comunicazione» che decide sui grillini richiesti dai talkshow, e nel mio caso oppone un veto totale: se ci sono io non deve andare nessun grillino, e i servi obbediscono, perché questo sono: servi. Di Casalino? Figurarsi: che volete che gliene freghi di questo pompato che nel curriculum vanta psicoterapie, il Grande Fratello, la scuderia di Lele Mora, coming out misti (etero, gay, bisessuale, specialista nei trenini di BuonaDomenica) e insomma «un uomo che non vedi l'ora di incontrare negli spogliatoi», come ha scritto il periodico Tuttouomini. Il fatto è che Casalino relaziona tutto a Grillo, punto, il cerchio della servitù è completato. Il problema è che nel cerchio ci finiscono giocoforza anche certi conduttori tv, perlomeno quelli che accettano i veti (riservati anche a Sgarbi, Sallusti, Claudia Fusani e altri) pur di avere ospiti i burattini grillini. E non pensate che a La7, che i Cinque Stelle hanno recentemente eletto a loro avamposto, la musica sia diversa. Poi i conduttori che non ci stanno ci sono: ma sono pochi, e senza grillini (doc) sono costretti a ripiegare su qualcuno del Fatto Quotidiano o peggio a sembrare quelli che ecco, non invitano i grillini. Sai la perdita.

di Filippo Facci
@FilippoFacci1

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