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Paciv Tuke, sporchi, cattivi e ladri di bambini: il romanzo sullo sterminio nazista (dimenticato) degli zingari

13 Maggio 2017

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Paciv Tuke, sporchi, cattivi e ladri di bambini: il romanzo sullo sterminio nazista (dimenticato) degli zingari

Intenso e struggente romanzo di denuncia sullo sterminio nazista degli zingari in Europa e, in generale, sull'intolleranza e la persecuzione delle diversità, dove l'arte di arrangiarsi e l'amore fraterno, sopravvivono alla stessa morte e all'orrore. Un viaggio che, senza moralismo o retorica, racconta come in una favola nera la straordinaria vita di una minuscola carovana di artisti di strada, che affronterà l'orrore del Porrajmos, il “divoramento” in lingua Romanì.

Siamo in nord Italia poco prima del conflitto mondiale, un evento luttuoso rimette in marcia la carovana gitana dei protagonisti mentre a centinaia di km di distanza iniziano i rastrellamenti sistematici ad opera dei nazisti. La grottesca compagnia composta di un nano e un’enorme donna con la barba, che strada facendo si arricchisce di nuovi elementi, tra cui un’orsa di due quintali, s’imbatte presto nelle truppe hitleriane. Catturati e schedati, vengono spediti ad Auschwitz.

Lì, il nano Ferdinand escogita un piano per consentire alle sue amiche di sopravvivere a un destino che si annuncia fatale. Come loro, più di 500.000 zingari saranno vittime di uno sterminio programmato e, il loro popolo saràl’unico, insieme con quello ebraico, a subire una persecuzione di natura puramente razziale.

A Norimberga nessuno chiamerà a testimoniare un solo sopravvissuto al Porrajmos, a Gerusalemme il capo d’imputazione al riguardo sarà annullato. Ad oggi, nessuno ha ancora pagato per lo sterminio degli zingari. Paciv Tuke, lascia emergere dalle pagine una piccola luce di rivalsa.

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