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La giustizia? Un problema che schiaccia l'Italia. La colpa è del Cav

L'ex premier non ha fatto le riforme, così il Tribunale di Milano lo ha messo fuorigioco. Ma lo strapotere delle toghe va arginato

Filippo Facci

Filippo Facci visto da Vasinca

Stiracchiare ancora opinioni pro o contro Berlusconi, dopo vent’anni, è penoso e farsesco. Alla fine sappiamo questo: che in Italia ci sono un problema Giustizia e un problema Berlusconi, e che Berlusconi in vent’anni non è riuscito a riformare quella Giustizia che alla fine ha riformato lui. C’è riuscita dopo infiniti fallimenti, per farlo si è sfibrata e ridicolizzata quando era tra le poche istituzioni che godeva ancora di fiducia. L’ha fatto soprattutto con una sentenza in cui non crede nessuno: è una delle rare volte in cui giuristi e cittadini e giornalisti paiono concordare. Un processo indiziario è un processo indiziario: Berlusconi ha commesso i fatti ma - opinione - non ha commesso i reati, e trasformare un fatto in un reato corrisponde a uno strapotere. A Milano fanno realmente tutto ciò che vogliono: mantengono competenze territoriali che sarebbero palesemente altrui, mettono in corsia di sorpasso i processi che gli interessano, non ascoltano le parti lese, chiamano «prova» le deduzioni personali, condannano come avrebbero potuto assolvere: un processo indiziario è appunto questo. Berlusconi, dal canto suo, ha la colpa di aver perpetuato degli andazzi che sono imperdonabili per un premier e non solo per lui: forse avrebbe dovuto lasciare la politica uno o due anni fa, anticipando e prevenendo questa mannaia giudiziaria che pesa sulla nostra vita politica. Ma la colpa della magistratura, d’altro canto, è appunto quella di avere uno strapotere discrezionale che esiste solo in Italia, e che è scandaloso prima ancora di rappresentare un danno economico. 

Forse dovremmo aggiungere che il terzo colpevole, en passant, siamo noi come Paese: non solo per il nostro carattere tifoso e bizantino, ma perché la santificazione o demonizzazione del Cavaliere è ancora un lavoro per troppi, una rendita strategica, l’incrostazione di un impiego che forse è più importante di ogni Piave politico. Ma, detto questo, rimane un fatto: che la magistratura e Berlusconi, intesi come problemi, esistono e non si può fingere il contrario. Berlusconi non corre questo rischio, anche se, come visto, vent’anni di politica di sinistra valgono meno dell’uzzolo di Giulia Torri, il giudice che lunedì ha letto il dispositivo della sentenza. Ma la Giustizia? Chi se ne occupa? Mettere in piedi un governo che esplicitamente lo faccia è stata l’accusa che per anni è stata mossa a Berlusconi: col dettaglio che ne aveva tutte le ragioni - non solo personali, cioè - ma senza tralasciare che alla fine non è riuscito a fare niente. In compenso l’atteggiamento opposto, soprattutto dal governo Monti in poi, consiste nella palese rimozione del problema in virtù di un’eterna «emergenza» che rimuove il problema della giustizia penale. A sinistra, soprattutto, nessuno parla più di divisione delle carriere o anche solo di intercettazioni, per dire: si teme che ogni nuova legge possa figurare come pro o contro Berlusconi. Si ammette, al limite, che la malagiustizia pregiudica il buon funzionamento dell’economia, maltratta i detenuti e chi è in attesa di giudizio, procura pesanti condanne della Corte Europea, scoraggia chi rinuncia a ricorrere ai tribunali per non perdersi in labirinti burocratici. E si rimuove che la malagiustizia è anche quella degli onnipotenti che fanno tutto quello che vogliono: non con Berlusconi, ma anche con Berlusconi. La questione esiste, come sanno migliaia di avvocati in tutt’Italia. La larga parte della classe politica, sinistra compresa, la giudica tuttavia una faccenda spinosissima ed eternamente differibile: non è mai il momento per affrontarla. Oggi, però, limitarsi a dire «le sentenze si rispettano» è diventata codardia. E limitarsi a chiedere «se a questo punto cadrà il governo», allo stesso modo, è diventato stucchevole. Se cadrà, sarà perché lo merita.   

di Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    28 Giugno 2013 - 08:08

    vede caro signor facci , lei parla bene se il nostro paese fosso composto da persone per bene , vai a vedere le porcate fatte dalla sinistra , ex pci , ex ulivo , ora pd . nessuno parla . vorremo mica scherzare vero ? loro sono puri di cuore e di mente , anche nel 1946 lo hanno pensato e hanno stravolto le elezioni del pro re o contro .ovviamente hanno vinto i secondi con imbrogli. la giustizia cavalca un asno impazzito , basta guardare la faccia della bocassini per capire in quali mani siamo . pregate il signore di non essere mai indagati da loro , se ti va bene , finisci in galera , loro vanno in ferie e quando tornano tu sei dentro e loro si dimenticano . poi arriva la grande e ciula e dice che bisogna buttare fuori 4000 delinquenti .ma cara alta e ciula dei 14000 dimenticati nelle patrie galere ti sei accorta che esistono ? chiedi ad Amnesty international e poi vai a casa e non uscire più .

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  • nick2

    26 Giugno 2013 - 16:04

    Berlusconi e i suoi lacchè hanno trascinato la politica italiana in un degrado riscontrabile solo nei Paesi più sottosviluppati del mondo. Coloro che accusano la magistratura d’aver condannato senza alcuna prova Berlusconi sono persone degne di vivere nei Paesi più sottosviluppati del mondo.

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  • Misterk

    26 Giugno 2013 - 16:04

    Caro Facci, mi spiace contraddirti ma il problema di questa giustizia (per modo di dire) italiana, non è dipeso da B. Ha radici lontane, mettiamo il 1946. All'epoca (data della costituzione) i democristiani fecero poco caso a 3 elementi: giustizia, informazione, scuola. Gramsci insegnò, Togliatti capì e realizzò, privilegiando in tutti i sensi giudici, professori universitari ed editori e giornalisti a servizio pieno. La riforma della giustizia, profondamente sentita dalla gente, ha bisogno, oltre che dell'assenso unanime di ambedue le Camere, di quello della Corte Costituzionale: e ti pare che i signori della Corte siano disposti a tagliarsi le palle per favorire un'istanza che per il momento viene solo da una parte politica (la destra fatta di ex democristiani) e da una parte del "popolo", che per i sinistri resta sempre da "educare" o "rieducare" alla cosiddetta democrazia? B. non avrebbe mai potuto realizzare una riforma del genere. Ha tentato, e ha fatto la fine che ha fatto.

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  • nick2

    26 Giugno 2013 - 16:04

    sei un povero manipolato. Come può essere l’informazione in mano alla sinistra? Berlusconi è un’anomalia a livello mondiale perché è proprietario di tre canali televisivi nazionali e, quando è presidente del Consiglio (e tuttora), controlla anche due canali RAI! Svegliati!

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