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Il gioco

Leggi le lettere arrivate a Selvaggia: una poesia e la cena perfetta

Selvaggia Lucarelli

Selvaggia Lucarelli

Un esercito di ammiratori si stanno cimentano nell'arte della scrittura per conquistare Selvaggia Lucarelli. Centinaia di e mail arrivano in redazione: è il gioco dell'estate di Libero. Chiunque può partecipare. Basta scrivere la lettera d'amore "selvaggio" a postaselvaggia@liberoquotidiano.it. Le missive più belle, passionali e originali verranno pubblicate sul nostro sito e sul quotidiano in edicola . Di seguito, una selezione delle lettere tra cui quella di Sallusti che vorrebbe farla diventare la sua "pitonessa" alla quale Selvaggia risponde: "Pitonessa no, ma Vipera sì"

Invitami a cena
Io sono libero dopo il 26 di Agosto. Accetto volentieri il tuo invito a cena. Di solito non sono così accondiscendente ma a volte bisogna lasciarsi andare, vivere. Non mi piace il pesce. Preferisco una cucina tradizionale, emiliana possibilmente. Quindi salumi, paste. Forse sarebbe bene venissi tu a Parma. La sera dopo cena mi viene sonno e il ritorno diventa pesante. Il posto se per te va bene lo scelgo io. Così vado sul sicuro, il mio sicuro. Se poi vuoi fermarti a Parma ti trovo un posto per dormire, tranquilla. Ti ho detto dopo il 26 ma torno dalle ferie il 25 e quindi sarà una settimana un po' incasinata, meglio la prima di settembre. Non il martedì e il mercoledì perché vado a ballare e visto che saranno le ultime uscite all'aperto è un peccato perdersele. Allora grazie ancora e fammi sapere quando vuoi fare. A presto,
Claudio

Sono un filosofo...
Cara Selvaggia, vivo in Belgio e faccio il filosofo. Dicono che i filosofi piacciano alle donne; io non so se e' vero, ma ho senza dubbio l'innegabile pregio di stare a qualche migliaio di km da Milano. Ci si vede di rado, non si ha la chance di detestarsi. Insomma, la situazione ideale. C'ho pure 26 anni - dice che la differenza d'eta' nella coppia va di moda. Boh pensiamoci.
Luca
PS: so cucinare, ma so non stirare le camicie. Spero non sia un problema.

Una poesia per te

Poichè è impossibile chiederti l'amicizia in quanto hai raggiunto il numero massimo di pretendenti e dato che sono in competizione con il marchigiano (ma io sono romano e lo batto sulla distanza), ti ho dedicato una mia poesia, cara Selvaggia di nome e spero anche di fatto:
"La mejo femmina"
Cammini lenta, te guardi intorno quanno passi te se gira pure er mappamonno.
C'ha fascino da vende a caro prezzo, intrigà il maschio è il tuo innato vezzo.
Passo felpato come 'na leonessa altezzosa, come 'na principessa.
Sensuale e chimera misterioso sorriso, occhi intriganti, ce lo sai che l'omini nun sò mai stati santi.
Er còre tuo pochi l'hanno espugnato, nun t'hanno mai conquistata: la parola chiave nun l'hanno imparata.
Sei come 'na pantera fuggita dal circo, te nutri de libertà e nun te vuoi più fa catturà.
Io da offritte c'ho molto poco me basta guardatte e me s'accenne er foco
.
Er Micio

L'amore fa soffrire
Mi strazio nell'osservare uomini umiliati nello sbavare tutto il loro io verso te, quasi compiaciuti del loro narcisismo maschio e infantile consumarsi alla mercé del più vigliacco, alcuni sfiniti dall'autoerotismo mai dichiarato, quello più laido e castigato quando basterebbe chiederti il permesso, come a sollevarsi in un attimo di vergogna, orgoglio e castigo di tutti i peccati, facendoli gravare sul tuo innocente piacere. Nonostante tutto, nonostante questo sia un gioco che li porti a condividere la loro interorità, loro non si negano, si rendono bersaglio degli scherni, e io li vorrei schiaffeggiare, prenderli per il bavero e ricordargli di non nascondersi dietro la loro viltà stuprando sentimenti adatti ad adolescenti. Ma ti starai chiedendo perché parli solo degli altri a questo punto. Non vè dubbio che debba farlo, io sono un vigliacco, come tutte le persone di intelletto. Io devo sentire l'umiliazione e la pochezza del maschio, ognuno di quei miserabili, ma per avere la tua attenzione dovrei essere un altro, diverso da me stesso e da tutti quelli che ti scriveranno, e sono anche un idiota, perché so di stare facendo la stessa fine degli umiliati di cui sopra, aprirsi a te per poi essere trafitto, con un semplice e raffinato colpo al cuore, come solo le donne sono capaci di fare. Ma sarebbe una liberazione, che l'amore mai dichiarato è quello più forte, che trascende, fa soffrire, limita, e allora negati perché rimarrei un vigliacco senza la capacità di soffrire se è meglio morire senza dubbi che vivere con l'illusione di te. Ma arde ancora in me, come inerzia del soffio creatore, la voglia, tutta maschile e per una volta positiva, di prestarti ogni attenzione, sollevarti da ogni colpa potendole prendere tutte sulle mie spalle, proteggendoti dal male più atroce sentendolo su di me, perché la mia felicità sarebbe la tua, mentre capisci che tengo a te sopra ogni cosa. E sei come una luna per me, io che l'ho sempre osservata in questo angolo di mondo, sempre uguale a se stessa... ma ci sarà pur un'altra faccia, ugualmente affascinante, che non ho ancora scoperto? Sarai completa al tuo donarti a me, e la bellezza esteriore che fino a quell'istante mi sembrava l'unica tua faccia impallidirà di fronte al tuo animo, sempre se vorrai farmelo scoprire. Ah! Ma la realtà è ben diversa, farti innamorare (ma di cosa? Povero me...) per poi umiliarti, renderti inerme e lasciarti soffrire come sto facendo io ora! Derisa dalle tue stesse convinzioni, che stanno diventando macigni e ti stanno definendo, per poi farti cadere senza appigli verso il burrone della tua vecchiaia. È forse questo che ti fa paura? Il bisogno di un uomo che ti accompagni verso i momenti più tristi della vita, quando le lancette di ogni orologio echeggiano sempre più frastornanti nella tua mente e il pericolo maggiore starà proprio nell'avere un uomo degno di tale definizione, degno di starti vicino, che uno sbaglio in questa occasione non potrà cancellarlo nessuno? Io? Lo sarei per te. Ma il piacere del poterti rifiutare al tuo concederti è più grande di quello del poterti avere. Un mai tuo, 
Riccardo

Non ti riconoscerei per strada, ma ti amo
Cara Selvaggia,
chi ti scrive è un umile aiuto cuoco di 42 anni che vive a Parigi che, letta la tua frustrazione per la difficoltà di trovare un compagno vuole offrire la sua candidatura. Di te non so molte cose perché non guardo la televisione, non quella italiana per lo meno, ma ho visto moltissime foto su internet e mi sono accorto di una cosa. Ogni volta che vedo il tuo volto non riesco mai a ricordarlo, non mi si fissa nella mente. Voglio dire, se ti incontrassi per strada non ti riconoscerei. Come è possibile una cosa come questa? Ti trovo una donna bellissima e sensuale eppure non appena smetto di guardare una tua foto se provo a ricordare il tuo viso esso scompare, si fa nebbia nella mia mente. Vista la stranezza della questione ho pensato che potremmo sfruttare entrambi questa mia particolare amnesia selettiva, e ti spiego come. Io, ogni volta che ti vedrei, proverei di nuovo l'emozione della prima volta mentre tu, dal canto tuo, potresti avere un uomo che ogni volta che ti guarda è come fosse la prima volta. Ti sembra una cosa da poco? E poi so cucinare. Vorrei scriverti dei bei versi d'amore ma sembrerebbero falsi, quindi chiudo la lettera con la speranza che tu possa prendermi in considerazione.
Mirko

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