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Pansa: Berlusconi e Renzi, due in coma che cercano lo sfascio

Il Cav non molla, Matteo bombarda Letta: sono le mosse della disperazione per avere le elezioni e un nuovo capo dello Stato

Giampaolo Pansa

Giampaolo Pansa

La destra italiana ci consente un buon test sullo stato di coma nel quale vegeta  il nostro sistema politico. Per cominciare, la destra ha deciso di cambiare nome, abolendo la vecchia sigla che gli elettori conoscevano. Ma non l’ha sostituita con un’insegna nuova e smagliante, bensì con un marchio vecchio di vent’anni. Capisco che Silvio Berlusconi abbia nostalgia di Forza Italia, il movimento che gli aveva dato la vittoria nel 1994. Ma era, per l’appunto, il Novantaquattro. E gli elettori più giovani di questo 2014 non erano neppure nati. Invecchiando è fatale che ti assalga la nostalgia del passato. È una faccenda che conosco avendo un anno più di Berlusconi. Però il Cavaliere esagera nella tenacia di rimanere al comando della sua parrocchia. Si considera, forse non a torto, l’unico leader di un partito che andrebbe in mille pezzi se lui si ritirasse a vivere una seconda giovinezza con Francesca e Dudù. Lo prova anche l’ultima trovata che ha annunciato ai suoi fedeli, per galvanizzarli e non lasciarli orfani. 

 La trovata è quella di potersi candidare alle elezioni europee di maggio. E fare il capolista in tutte le regioni. L’uomo della strada forse si domanderà: ma il Cav non era stato dichiarato incandidabile dopo l’arcinota condanna per frode fiscale confermata dalla Cassazione? Purtroppo sì, per lui. Però anche le speranze più fragili sono le ultime a morire. E Silvio va spiegando che il ricorso alla Corte europea contro la condanna in Italia potrebbe renderlo presentabile almeno per il voto prossimo venturo. 

 Berlusconi ci crede davvero? Difficile capirlo. Come quasi tutti i leader politici, anche lui è convinto di essere un uomo della provvidenza, impossibile da sostituire. E forse ha ispirato una battuta della sua fan più appassionata, la deputata Michaela Biancofiore: «È Silvio che decide, gli altri si adeguino». Ma in realtà non sempre va così. Lo dice la tormentata vicenda del nuovo coordinatore di Forza Italia, Giovanni Toti, il giornalista televisivo che si è messo in testa di darsi alla politica. Berlusconi lo ha nominato giovedì, ma il suo insediamento non è ancora certo. 

 

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su Libero in edicola domenica 12 gennaio

 

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Commenti all'articolo

  • stefano colussi

    12 Gennaio 2014 - 22:10

    non voto Pansa, non voto Toti..io voto Zio Silvio. punto. capo. stefano colussi, cervignano del friuli, eu

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  • snoopy49m

    12 Gennaio 2014 - 18:06

    Tu che hai analizzato in profondità l'animo degli italiani, tu che conosci l'Italia, ci spieghi la storia incomprensibile che vede al centro i marò Girone e Latorre. Cosa, secondo te, bisogna fare per venirne fuori, per evitare che finisca in tragedia con qualche medaglia al valore.

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  • agostino.vaccara

    12 Gennaio 2014 - 14:02

    che in stato di coma ci sia proprio questo pansa!!! Ma, voi di libero, dove lo avete trovato questo quì, sotto il cavolo??????? Con un poco di buona volontà di meglio se ne possono trovare a decine di migliaia!!!!!!!

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  • steacanessa

    12 Gennaio 2014 - 13:01

    Questo belinone sinistro di merenda ha fatto i soldi copiando quanto detto da Guareschi nel 1946-48. Come tutti i merenderi pretende di dettare agli altri i comportamenti a lui graditi. Dovrebbe vergognarsi, smetterla di dire belinate e godersi le palanche sgraffignate plagiando gli scritti di Guareschi. Vada dove merita: all'inferno!

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