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Italiani bocciati a tavola

Per molti il culatello è il lato B

Italiani bocciati a tavola
Quasi tutti gli italiani, 9 su 10 per essere precisi, sostengono di preferire il cibo e gli ingredienti made in Italy ma all’atto pratico pochissimi sono in grado di riconoscere gli alimenti e i piatti della tradizione, tanto da pensare che alcuni prodotti tipici, come ad esempio il culatello sia un vezzeggiativo per il ‘lato B’. Questo è quanto è emerge da un’indagine condotta da Vie del Gusto, mensile di turismo ed enogastronomia, su un campione 1300 persone tra i 18 e i 55 anni, intervistati sui prodotti mady in Italy e della tradizione culinaria italiana.
Il sondaggio ha rilevato che la maggior parte degli italiani attribuisce una marcia in più ai prodotti alimentari del proprio paese, ritenendoli non solo più buoni e dal sapore inconfondibile ma anche più sicuri da consumare. La musica però cambia sensibilmente quando si entra nello specifico. Così il culatello, pregiato salume emiliano, diventa per il 21% degli intervistati il ‘lato B’ dei bambini, mentre il datterino, una varietà di pomodoro, è riconosciuta soltanto dal 7% e viene confusa dal 39% per un tipo di dattero e dal 27% per un tipo di pesce.
Le cose non migliorano quando si parla di piatti simbolo della tradizione regionale, come le ‘sarde a beccafico’, scambiate dal 51% degli intervistati per sarde cucinate con salsa di fico, e la celebre ‘parmigiana’, confusa dal 19% per un piatto a base di parmigiano. Anche sui prodotti tipici il panorama non migliora, ad esempio il procedimento per ottenere il prezioso aceto balsamico è conosciuto soltanto dal 9% mentre per il 47% si tratta di un semplice aceto a cui viene aggiunto una salsa dolciastra o delle erbe aromatiche. Allo stesso modo solo il 21% sa che il barricamento è una tecnica di invecchiamento del vino in botte di legno (barrique) e non una barricata come pensa il 39% o un modo di essere quando ci si chiude troppo in se stessi, come sostiene il 16%. Anche il concetto di dieta mediterranea è abbastanza vago nella mente degli italiani. Infatti, per il 29% si tratta di un’alimentazione che prevede esclusivamente il consumo di pesce.

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