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L'estate del caffè

rilancia l'economia

L'estate del caffè
 È l’estate del caffè. Quest’anno infatti, non solo le case produttrici di caffè si sono inventate nuovi prodotti che hanno goduto di un buon successo, a anche l’economia italiana ne ha risentito positivamente: il settore cresce dal 2007 del 5%. Insomma una tazzina di caffè può salvare l’economia del Paese, o almeno darle una grossa mano. Anche perché la bevanda in questione è già tra le più consumate dagli italiani. Ma sorge un dubbio: non faceva male? La Coca-cola  aveva anche prodotto, come altri, la sua bevanda senza caffeina, ma studi successivi hanno rassicurato gli animi: il caffè fa bene.

Il collant al caffè - Pare che un’azienda austriaca abbia addirittura pensato di realizzare un collant con caffeina microincapsulata, che viene rilasciata come reazione al calore del corpo. Ma non è finita perché ormai il caffè si trova anche nelle creme di bellezza come negli shampoo: un esempio è Fat Girl Slim, dimagrante-bomba, “con molecole della caffeina incapsulate in QuSome per una consegna rapida degli ingredienti”. Per non parlare delle ricerche delle Università di Jena e Berlino che hanno dimostrato quanto il caffè, pur senza essere in lozione, sia utile per rallentare la caduta dei capelli. Si parla del +46%, con punte di 70 in laboratorio, di capelli per ciocca. E via tutti a bere e cospargersi di intrugli e derivati della bevanda. Persino a Hollywood si sono fatti catturare dalla caffè mania: Jessica Biel, famosa per il film «American Beauty» e per la love story con il cantante pop Justin Timberlake, causa cellulite sulle cosce, ricorre con successo a un concentrato di caffè preparato in casa da spalmarsi addosso. Halle Berry, che ha lo stesso problema, preferisce cospargersi di una mistura a base di caffè macinato.

I prodotti dell’estate – Tra le novità di quest’estate due prodotti il caffè in lattina e il caffè zero. Il primo è un preparato a base esclusivamente di caffè (Illy), ed è venduto in lattina. Ne esistono due versioni: la versione black, cioè caffè nero forte e zuccherato, nelle lattine da 150 ml, e quella con più latte e meno caffè, per chi ama il caffè macchiato e non vuole rinunciarvi neanche mentre a casa, al lavoro o anche mentre passeggia per strada, venduto nella lattina da 200 ml. Da tenere in frigo o nella borsa termica, da portare al lavoro o anche per una passeggiata. Il costo a lattina è di circa 2 euro. Il secondo preparato è invece il Caffè Zero, dove zero si riferisce alla temperatura. E’ una sorta di granita cremosa, gustosa e dolcissima, che è un ottimo sostituto del gelato. È venduta in tre gusti: Espresso, Mocaccino e Cappuccino. La confezione anche è molto pratica, con la cannuccia molto spessa, che permette il passaggio anche dei cristalli di ghiaccio presenti. I lati negativi restano solo due. le calorie, non meno di 250 per confezione, e il prezzo, intorno ai 2,50 euro.

Le statistiche del settore del caffè - Sono quasi 1.100 le imprese italiane attive nella lavorazione del caffè, tè e altri infusi, in crescita del 3,5% in un anno. Lavorano principalmente caffè (634 imprese), settore che cresce del 5% dal 2007, e sono concentrate soprattutto in Campania (77 imprese, 12% del corrispondente totale), Lombardia (72) e Lazio (66). Emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al quarto trimestre 2008 e 2007 e Istat 2007 e 2008. Bene anche la lavorazione del tè e degli infusi (+17% in un anno), concentrata soprattutto in Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Toscana. Tra le province, per numero di imprese, in testa Napoli (61 imprese), Palermo (53) e Roma (50). Cresce inoltre l'interscambio di caffè e tè: 1,5 miliardi di euro per il caffè nel 2008 (+13,2% rispetto al 2007) e 46,7 milioni per il tè (+0,5%). In particolare, nel 2008 è stato importato caffè per un valore di oltre 900 milioni di euro ed esportato per 640 milioni (+17,9% l'import e +6,9% l'export in un anno). Quanto alla provenienza del caffè che viene lavorato in Italia quello non torrefatto e non decaffeinizzato viene importato principalmente dal Brasile (37,4%), dal Vietnam (14,5%) e dall'India (10,2%). Quello invece decaffeinizzato proviene quasi totalmente dalla Germania (96,7%). È svizzero invece il caffè torrefatto ( 44%) che arriva nel nostro Paese. Ma il caffè lavorato in Italia è apprezzato anche all'estero: nel 2008 l'Italia ha esportato caffè torrefatto per un valore di oltre 22 milioni di euro, destinato soprattutto a Stati Uniti (17,2%), Francia (16,5%) e Spagna (9,3%).

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