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L'America censura Eva Mendes:

Colpa di uno spot troppo sexy

L'America censura Eva Mendes:
Lei è Eva Mendes, attrice americana con la carica sensuale della donna di origine latina. Sugli schermi, nell’ultima stagione cinematografica, si è esibita in una scena bollente nella pellicola “I padroni della notte”, accanto a  quel Joaquin Phoenix che interpretava il grande Johnny Cash di “Walk the line”. Ci ha riprovato, stavolta per uno stilista del calibro di Calvin Klein, per il profumo Secret Obsession. Un’ossessione che rimarrà davvero segreta, perché negli Stati Uniti è stato censurato. Giudicato troppo sexy, colpa di un seno in bella mostra. Ma su You Tube ovviamente basta digitare le parole magiche per gustarselo e vedere la bella attrice che sussurra con voce roca in un letto, coperta solo da un telo in un gioco di colori bianco-nero-grigio, “tra l’amore e la follia si annida l’ossessione”. La caccia è cominciata, le repliche della pubblicità che gli americani potranno vedere solo sulla rete non si contano.
A guardarlo bene, però, sembra di aver già assistito ad una scena del genere, qualche anno fa, quando Chanel presentò il nuovo spot per il rossetto Rouge Allure. Il volto (ed il corpo) erano quelli della modella francese Julie Ordon, paragonata per le sue linee morbide alla Brigitte Bardot che faceva conquiste negli anni ’50 e ’60. Molte le somiglianze. Ad esempio la scena: in entrambi in casi c’è un letto di mezzo sul quale sia la Mendes che la Ordon si muovo sinuosamente. Poi la voce sensuale con le quali si rivolgono nel primo caso direttamente allo spettatore, nell’altro ad un uomo che tiene tra le mani il prezioso rossetto. Due icone della femminilità che si danno battaglia a distanza di tempo, ma con lo stesso risultato: quello di tenere appiccicati gli occhi di chi guarda al video.
Stesso video, due destini diversi. Forse sarà pure per questo motivo che un sito internet francese, appresa la notizia della censura al pubblico che ha colpito la pubblicità del profumo di CK, ha tagliato corto con un ironico “peggio per loro”, riferendosi agli americani. Già, peggio per loro.

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