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Lo stress da lavoro colpisce

soprattutto le donne

Lo stress da lavoro colpisce
Uno studio promosso dalla Commissione Salute delle donnedel Ministero della Saluterivela che il fenomeno dello stress legato al lavoro interessa le donne con una percentuale doppia rispetto ai colleghi uomini. Le lavoratrici più colpite sono quella con contratti part-time e forme di lavoro atipico. Di tale sindrome si parla venerdì 18 settembre nel Convegno nazionaleApproccio multidisciplinare allo stress occupazionale”, presso il Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, promosso dall’Istituto di Psichiatria e Psicologiadell’Università Cattolica di Roma in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro(ISPESL).

 “Le recenti normative– commenta Gino Pozzi, professore aggregato di Riabilitazione in Psichiatria - hanno posto in essere una tutela preventiva dei lavoratori anche rispetto al rischio stress, con rilevanti implicazioni procedurali per i soggetti a essa deputati. Sfortunatamente, a differenza dei classici rischi fisico-chimico-biologici, tale rischio non si presta facilmente a misurazioni quantitative oggettivabili e si estende all’intera platea della popolazione lavorativa”.

Il National Institute for Occupational Safety and Health (Niosh)– spiega il prof. Antonio Bergamaschi, professore ordinario di Medicina del Lavoro all’Università Cattolica di Roma e vicepresidente Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale (SIMLII) - stima che il 40% dei lavoratori ritiene il proprio lavoro stressante; il 26% ritiene di essere esaurito dallo stress; tre quarti dei lavoratori ritengono che i livelli di stress siano aumentati oggi rispetto a una generazione fa”.

Le cause dello stress?  Il 45% dei lavoratori ritiene che esso dipenda dall’insicurezza del posto di lavoro, il 61% ritiene che responsabile dello stress sia l’elevato carico di lavoro, e il 73% pensa che il fattore principale sia il guadagno insufficiente. Lo stress, come facilmente intuibile, è legato solitamente alla depressione. Per la World Health Organization  sono 121 milioni le persone che nel mondo ne soffrono.

 “Analoghi risultati provengono dalla Gran Bretagna, dove concludeBergamaschi le statistiche ufficiali del servizio sanitario stimano nel 2007-2008, che 442.000 lavoratori subiscano stress da lavoro. Una ricerca del LFS (Labour Force Survey) stima che 237. 000 lavoratori nel 2007/8 abbiano sofferto di stress da lavoro, depressione o ansietà, il che corrisponde ad un tasso annuale di incidenza di 780 nuovi casi per 100 000 lavoratori. Le giornate di lavoro perse per questi motivi nel 2007/08 sarebbero solo in Gran Bretagna 13.5 milioni”.

ISPESL rivela che nel 2006, il 6% della forza lavorativa è stata esposta a minacce di violenza fisica, il 4% a violenze da parte di terzi e il 5% a bullismo e/o molestie. 

Il rischio di incorrere in minacce di violenza e mobbing” - spiega Sergio Iavicoli, direttore del dipartimento di Medicina del lavoro ISPESL-  “è più alto nell’istruzione, nel settore sanitario, nella pubblica amministrazione e nella difesa, oltre che nei trasporti, nella comunicazione e nel settore alberghiero-ristorazione. Per gli insegnanti - ha aggiunto - il problema maggiore non è nel rapporto con gli alunni, ma in quello con le famiglie e la dirigenza scolastica”.  ”L’altra categoria più esposta allo stress patologico è ‘quella degli infermieri e più in generale di tutti i professionisti dell’aiuto - aggiunge Iavicoli - che in alcuni casi arrivano a subire anche violenze fisiche dai propri pazienti“.

Mario Masi su periodicoitaliano.info

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