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Il precariato fa male all'amore

e minaccia l'intimità

Il precariato fa male all'amore
Firenze -“Chi non lavora non fa l’amore”, cantava Adriano Celentano in una sua celebre canzone. E stando ai dati che seguono, il “Molleggiato” ha proprio ragione. Chi ha problemi con il lavoro, spesso, ne ha anche tra le lenzuola. Il precariato, per esempio, non provoca solo pressione sociale e psicologica, ma anche crisi sessuale. Si pensa in continuazione ai problemi legati all’occupazione e questo spegne il desiderio anche dei giovanissimi. "Oggi il 20-25% dei giovani italiani soffre di eiaculazione precoce e in molti casi questo è dovuto all'ansia e allo stress legati all'instabilità esistenziale, ai problemi nel trovare un lavoro fisso e a tutte le difficoltà dei nostri giorni". A dirlo è Marco Carini, direttore della Clinica urologica dell'università di Firenze. Se fino a qualche anno fa "le difficoltà sessuali di questo tipo erano scatenate dall'ansia da prestazione, dal confronto con i propri coetanei, magari anche per quanto riguarda le dimensioni del pene - ha sottolineato l'esperto - oggi la situazione sta cambiando e i ragazzi sono sempre più sotto pressione per motivi che esulano dalla loro sfera intima, ma che coinvolgono la loro vita a 360 gradi. E in questo modo è anche più difficile risolvere il problema: in presenza di timori e paure legate all'approccio con l'altro sesso, attraverso il dialogo con il medico o con la partner queste difficoltà possono facilmente essere risolte. Mentre per quanto riguarda il precariato, la sensazione di non avere un base solida su cui costruire il proprio futuro non è un elemento a cui si può smettere di pensare".

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